La nostra storia era iniziata con un incontro disastroso.
Eravamo capitati insieme in un progetto di gruppo dell’università ed era stato odio a prima vista. Naomi era perfezionista e testarda, del genere che non avrebbe mosso un dito se le cose non fossero state fatte come e quando voleva lei; io, d’altra parte, sono sempre stato impulsivo e disorganizzato. Le nostre differenze non tardarono ad affiorare: ogni discussione si trasformava in una lite e il disprezzo che provavamo l’uno per l’altra cresceva di giorno in giorno.
A quel tempo era impossibile immaginare cosa saremmo diventati in futuro io e Naomi, ma spesso la vita ci sorprende. Infatti, mesi dopo, capitammo di nuovo a lavorare insieme per un progetto di beneficenza; la scadenza data dai professori era di un mese.
Inizialmente cercammo di evitarci e lavorare per conto nostro, ma poi fummo costretti a interagire e le nostre interazioni erano fredde e distaccate.
Ricordo benissimo il momento in cui mi sono innamorato di lei: la scadenza del progetto era vicina e la giornata di lavoro era iniziata con le nostre solite discussioni sarcastiche.
Iniziammo a litigare riguardo al colore del titolo dei volantini per l’evento, lo ricordo come se fosse ieri: Naomi insisteva sul rosa antico, io sul viola pervinca. Stavamo litigando, ma ad un certo punto lei scoppiò a ridere: rideva con una leggerezza che non avevo mai visto prima, una risata contagiosa che avrebbe fatto sorridere il più triste degli uomini, una risata perfetta.
Tutt’oggi mi chiedo cosa avesse scatenato quella risata, ma non mi è dato saperlo. Poco importa, perché so che in quell’istante mi innamorai di Naomi per la prima volta.
Da quel giorno in poi ci ritrovammo a lavorare bene insieme: le nostre differenze diventarono costruttive per noi e utili al progetto; continuavamo a litigare, ma alla fine riuscivamo sempre a trovare un compromesso per far funzionare entrambe le nostre idee.
Finimmo il progetto, che ebbe molto successo, e io, per paura di perdere il legame che avevo con Naomi, le chiesi, a modo mio, usando tutto il sarcasmo che conoscevo, di uscire con me, e così iniziò la nostra relazione.
Non aspettatevi una storia rosa e fiori, tra me e Naomi era un continuo di alti e bassi.
Di tanto in tanto le nostre differenze salivano in superficie e minacciavano tutto quello che stavamo costruendo. Ormai ci era chiaro: il nostro amore era frutto di una lotta continua, ma soprattutto di una crescita reciproca, le nostre diversità erano ciò che più di tutto ci teneva uniti.
Dopo un anno e mezzo, le chiesi di sposarmi e lei rise; esatto, rise con quella leggerezza che aveva solo lei. Poi, vedendo la preoccupazione per la non-risposta che avevo ricevuto, annuì con la testa. Fu la seconda volta che mi innamorai di Naomi.
Lascio immaginare a voi com’è stato organizzare il matrimonio! Abbiamo rischiato di divorziare ancora prima di sposarci, ma alla fine gli inviti erano per metà rosa antico e per metà viola pervinca.
Sapete, nella mia vita, dopo il matrimonio, mi innamorai altre quattro volte di Naomi, tutte e quattro le volte come la prima.
Non vi è dato sapere quando, ma sappiate che, per quello che ne so io, per amare servono forza di volontà e coraggio: solo così si costruisce l’amore perfetto.
Forza di volontà perché amare richiede impegno, dedizione e lealtà, uniti a un po’ di passione; e coraggio perché innamorarsi di qualcuno fa paura, terribilmente paura: dare il nostro cuore in mano a una persona che potrebbe spezzarlo da un momento all’altro è spaventoso, ma è anche la cosa più bella che vi possa capitare.
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