Magazine Alternativa A Numero 3
Anno 2026
… sembrava un lumino, ma era una bomba a mano
24 Settembre 2026

La testimonianza di Nicolas Marzolino, da vittima a attivista contro le guerre

Nicolas Marzolino nasce a Novalesa, un piccolo paese della Val di Susa, Piemonte, il 1° aprile 1997. Cresce insieme ai suoi amici in mezzo alla natura, appassionandosi all’agricoltura e all’allevamento, tanto che insieme al suo inseparabile amico Lorenzo Bernard decide di intraprendere il percorso scolastico di perito agrario. All’età di 15 anni, il 2 marzo 2013, Nicolas e Lorenzo insieme ad un terzo amico, Stefano, stavano preparando un terreno per la semina delle patate quando trovarono un curioso oggetto di colore rosso e nero che sembrava un lumino da camposanto: purtroppo, maneggiandolo esplose, rivelandosi una bomba a mano della Seconda guerra mondiale (per la precisione una Breda 35 del Regio Esercito Italiano). Racconta Nicolas: “Ce l’avevo tra le mani quando è esplosa. Ricordo un forte calore, tanti flash luminosi e di colpo mi sono trovato a terra frastornato, un fischio fortissimo nelle orecchie, mi mancava l’equilibrio, ma d’istinto mi sono alzato e ho fatto dei passi di corsa e sono caduto in un fosso. Ho iniziato subito a comunicare con Lorenzo o, meglio a gridare, chiedendo che cavolo fosse successo… Ricordo che mi toccavo la mano destra a brandelli, non vedevo niente e sentivo pezzi di carne sul viso e sangue scorrere ovunque”.

I soccorsi arrivarono in fretta. I tre ragazzi feriti vennero operati d’urgenza e curati al CTO di Torino. Da quel momento Nicolas e Lorenzo rimasero completamente ciechi; per fortuna il terzo ragazzo, più distante e riparato dall’esplosione, subì dei danni lievi.

Da quel momento la vita di Nicolas e Lorenzo e delle loro famiglie cambiò totalmente: si diedero allo sport, che entrambi ritengono un’importantissima riabilitazione psicofisica, partendo dallo sci alpino per proseguire con l’atletica; poi Lorenzo decise di fare dello sport la sua vita partecipando alle prime Paralimpiadi di Tokyo 2020 con il canottaggio e poi vincendo la prima medaglia di bronzo a Parigi 2024 nel ciclismo, nell’inseguimento individuale 4000 m su tandem. Oggi Lorenzo è padre di un meraviglioso bambino e orgoglio della nazionale paralimpica italiana e del ciclismo mondiale per le sue continue e costanti vittorie. Nicolas, invece, continuò il suo percorso di studi nell’ambito della massofisioterapia e dell’osteopatia trovando soddisfazione in un lavoro pratico ed utile alle persone che soffrono e adatto a una persona non vedente e amputata. Fin da subito i due ragazzi compresero l’importanza nella divulgazione delle problematiche che portano alle guerre anche a distanza di molti anni dalla firma dei trattati di pace, portando la loro esperienza nelle scuole e in tante conferenze in tutta Italia. Per Nicolas divenne un impegno costante, insieme all’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra di cui è il presidente per il Piemonte e la Valle d’Aosta, impegno che porta avanti parlando con migliaia di ragazzi e cercando di risvegliare le coscienze davanti agli orrori della guerra che purtroppo sono all’ordine del giorno in moltissimi Paesi del mondo.

Ormai adulti e desiderosi di essere utili alla società, i due ragazzi insieme ad un terzo amico, Andrea Grandis, ideatore e creatore di una protesi bionica di arto superiore per il suo amico Nicolas, hanno deciso di intraprendere un nuovo progetto, aprendo un’associazione con lo scopo e il desiderio di portare aiuto e sostegno alle vittime delle guerre nel mondo, fornendo protesi, aiuti umanitari, sostegno e supporto psicologico, spazi e occasioni di riscatto per ricostruirsi una nuova vita. Hand for Peace è un’associazione di promozione sociale con cui i tre ragazzi sognano di andare lontano ed essere di aiuto a quella moltitudine di essere umani che, inermi, subiscono le orrende conseguenze delle guerre. Nicolas Marzolino, legale rappresentante di Hand for Peace, ci racconta: “È vero che mi è esplosa una bomba in faccia e mi ha lasciato con una grave disabilità, ma mi ritengo fortunato perché sono nato in uno Stato tutto sommato in pace, con una grande famiglia, una comunità e degli amici meravigliosi che mi hanno sempre aiutato e quindi per me è un dovere riuscire a portare anche solo una briciola di questo benessere alle persone che a causa della guerra hanno perso tutto e non hanno avuto la mia stessa fortuna. Insieme alla genialità di Andrea mi impegno nella costruzione di una protesi che possa aiutare chi ha perso gli arti e grazie all’esempio di tenacia e costanza che Lorenzo ci mostra tutti i giorni nel suo sport desideriamo portare il nostro contributo alla società e porgere sempre una mano per sostenere chi soffre e per costruire un mondo di pace”.

Nicolas per il suo instancabile lavoro di divulgazione nel 2025 è stato premiato dal Presidente della Repubblica con il titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.