L’Alto Verbano, che da Ghiffa alle porte di Verbania risale la Litoranea del Lago Maggiore fino al confine con la Svizzera, è una terra ricca di paesaggi, storia e tradizioni, che molto ha da offrire al visitatore, a patto che si lasci guidare dai tempi “lenti” di un territorio frammentato in tanti piccoli nuclei sospesi tra lago e montagna,da scoprire passo dopo passo, anche a causa di collegamenti stradali a volte non agevoli.
La natura e la cultura sono raccontati da una rete di piccoli musei, testimoni di attività lavorative, antichi mestieri, ambienti e persone. Queste risorse, in alcuni casi rimaste l’unico presidio culturale in paesi dove non vi sono nemmeno più sedi scolastiche, fin dal 2007 hanno avviato, grazie alla lungimiranza di alcuni amministratori e collaboratori in seno all’allora Comunità Montana Alto Verbano, una modalità sperimentale di lavoro in rete, inizialmente limitata a tre realtà, il Museo del Cappello di Ghiffa, il Museo etnografico di Cannero Riviera e il Museo Tattile di Scienze Naturali di Trarego Viggiona.
Visti i proficui risultati, in termini di servizi al pubblico, con aperture e accoglienza ai visitatori nei mesi da aprile a ottobre, proposte didattiche e laboratoriali per le scuole lungo tutto l’anno scolastico ed eventi di animazione culturale speciali, con il trasferimento delle competenze dalla disciolta Comunità Montana al nuovo ente Unione dei Comuni del Lago Maggiore, la Rete dei Musei è stata mantenuta come servizio unificato ed estesa a tutti i componenti dell’Unione che hanno messo a sistema le proprie singole risorse, creando una virtuosa collaborazione tra enti pubblici, volontariato culturale e operatori professionali della cultura. Tale sinergia, avviata nella nuova forma a partire dal 2016, si è evoluta creando un vero e proprio sistema culturale che va a valorizzare non solo i Musei quali presidi di memoria storica, ma il territorio tutto che li circonda, considerato un “museo diffuso”. Oggi partecipano alla Rete i sette Comuni che fanno parte dell’Ente Unione Lago Maggiore: Cannobio, Gurro, Valle Cannobina, Cannero Riviera, Trarego Viggiona, Oggebbio e Ghiffa, ciascuno dei quali ospita una o più strutture museali o spazi espositivi.
A Cannobio sorge Palazzo Parasi, un possente edificio medievale che il restauro concluso nel 2014 – pur preservandone intatta l’identità storica – ha reso idoneo a ospitare, ai piani rialzati, eventi, conferenze e, soprattutto, nel periodo da aprile a ottobre, prestigiose mostre di artisti contemporanei, italiani e stranieri, di fama internazionale.
Da Cannobio, risalendo la Valle Cannobina, arriviamo a Gurro, antico borgo storico di montagna, con caratteristiche abitazioni in pietra, costruite le une a ridosso delle altre, e strette vie che attraversano il nucleo abitato, al cui centro, all’interno di un’antica casa a tre piani con portico, ha sede il Museo Etnografico di Gurro e della Valle Cannobina. La visita offre uno spaccato sulla civiltà rurale di un tempo: mobili e arredi tradizionali in legno, attrezzi e utensili vari per l’agricoltura, l’allevamento e la tessitura di lana e canapa, giocattoli e costumi tradizionali.
A Lunecco, frazione del Comune di Valle Cannobina, troviamo invece il Centro di Documentazione Ecomuseo del Lago e dei Monti, gestito e animato dal Gruppo Folkloristico della Valle Cannobina, che ne cura le aperture durante la stagione estiva. Il Centro ospita ricostruzioni di ambienti tipici, quali l’abitazione e l’osteria, e conserva oggetti e documenti che parlano della vita quotidiana degli abitanti della Valle, con particolare attenzione al patrimonio religioso, ai fenomeni del contrabbando e dell’emigrazione e alla condizione femminile.
Fanno parte del patrimonio diffuso della Valle Cannobina anche altre piccole raccolte etnografiche private, quali la Ca’ du Sergio a Falmenta, la Ca’ da roba vegia a Orasso e il Museo del Gildo a Crealla.
Scendendo di nuovo a valle e proseguendo in questo viaggio nell’Alto Verbano – da nord a sud, sempre lungo la Litoranea – ci fermiamo nel pittoresco paese di Cannero Riviera, dove troviamo il Museo Etnografico e della Spazzola e il Parco degli Agrumi. Il museo, che ha sede al piano terra di Villa Laura, dimora signorile di inizio Novecento, è nato nel 1981 per iniziativa dei ragazzi e dei docenti delle Scuole Medie di Cannero, i quali, con l’aiuto delle famiglie, hanno raccolto numerosi oggetti della tradizione, strumenti e utensili delle attività domestiche e dei mestieri di un tempo, una serie di prodotti finiti e documenti che testimoniano l’attività industriale dello storico Spazzolificio “Verbania”, operativo a Cannero da fine Ottocento al 1970. Ma le peculiarità di Cannero non si esauriscono qui: la proposta di visita è infatti completata da percorsi outdoor, alla scoperta del torchio settecentesco e della “grà” per l’essiccazione delle castagne nella frazione di Oggiogno e, a partire dal 2011, dal Parco degli Agrumi, realizzato con la collaborazione del Dipartimento di Colture Arboree dell’Università di Torino, per preservare le oltre 25 specie diverse di agrumi che a Cannero – non a caso chiamata “Riviera” nel secondo dopoguerra – crescono spontaneamente grazie al particolare microclima, quasi mediterraneo.
Da Cannero saliamo a Trarego Viggiona, dove ha sede il Museo Tattile di Scienze Naturali, che racconta le principali peculiarità ambientali e naturalistiche del territorio, attraverso diorami che ricostruiscono l’ambiente rurale, l’alta montagna e le rocce, la foresta di conifere e il bosco, il canneto lacustre e il mondo delle api. Il percorso museale, ideato con particolare attenzione ai portatori di disabilità della vista e/o motorie, consente di toccare tutti i materiali esposti, dai reperti etnografici, agli elementi vegetali e minerali, fino agli animali naturalizzati, ed è accompagnato da didascalie in braille e disegni a rilievo.
Rimaniamo in ambito naturalistico, pur spostandoci a Oggebbio, dove troviamo Villa Anelli, splendida dimora storica con un romantico giardino fine-ottocentesco, che nel 2022 entra a far parte della Rete Musei. La visita al suo giardino è un viaggio nei colori e nei profumi del mondo intero: fin dalla sua fondazione, nel lontano 1872, ospita infatti piante esotiche e una prestigiosa collezione di camelie ed è, oggi, un vero e proprio museo a cielo aperto, che vanta la presenza di oltre 500 piante diverse.
Concludiamo il nostro itinerario di scoperta della Rete e dei suoi punti espositivi a Ghiffa, al Museo dell’Arte del Cappello, che nasce negli anni Novanta del secolo scorso per volontà di alcuni ex-dipendenti dello storico Cappellificio “Panizza”, attivo per la produzione di cappelli da uomo in feltro di pelo fine dal 1881 al 1981. Il museo racconta, attraverso documenti, immagini d’epoca, macchinari e materiali in vari stadi di lavorazione, la storia e l’attività del cappellificio, i metodi e le tecniche utilizzate per arrivare dal pelo animale al cappello finito, ma anche, grazie alle collezioni tematiche di cappelli etnici, bambole (etniche e fashion) e cappelli di diverse epoche, la storia della moda e gli usi e costumi di diversi Paesi del mondo.

Accanto alle aperture al pubblico degli spazi museali, ogni anno la Rete propone iniziative speciali per valorizzare l’ambiente, le tradizioni e il patrimonio artistico di questo territorio, invitando alla scoperta del paesaggio tra lago e montagne attraverso escursioni, crociere e momenti musicali e teatrali ambientati sia nei musei sia all’aperto.
Dopo aver lavorato fin dalla sua costituzione alla promozione di un turismo culturale “lento” e sostenibile, offrendo esperienze immersive nelle tradizioni locali e nella natura, la Rete, con l’Unione dei Comuni che la sostengono, nell’ultimo anno ha deciso di impegnarsi in un percorso verso l’inclusività, prestando particolare attenzione all’accessibilità delle proprie iniziative, nonché degli spazi espositivi. Le quattro principali strutture museali della Rete (Museo dell’Arte del Cappello di Ghiffa, Museo Etnografico e della Spazzola di Cannero Riviera, Museo Tattile di Scienze Naturali di Trarego, Palazzo Parasi a Cannobio) sono già in tutto o in parte prive di barriere architettoniche; inoltre, come abbiamo già avuto modo di sottolineare, il Museo Tattile di Trarego è rivolto anche a un pubblico con disabilità visiva.
Per perseguire una maggiore accessibilità e inclusività dei musei e del patrimonio culturale, l’Unione Lago Maggiore ha presentato in partenariato con altri enti italo-svizzeri (UPO Università del Piemonte Orientale – Novara, capofila di parte italiana, Repubblica e Cantone Ticino – Ufficio dell’analisi e del patrimonio culturale digitale, capofila di parte svizzera, ATL Distretto Turistico dei Laghi e Provincia del Verbano Cusio Ossola) il progetto “LIBERVIE Libertà di Muoversi: Vie Culturali Letterarie Transfrontaliere Accessibili e Inclusive” a valere su Bando Interreg ITA-CH 2021-2027, Asse 4, che mira a rafforzare la fruizione del patrimonio culturale materiale e immateriale del territorio transfrontaliero compreso tra la Provincia del VCO (Italia) e il Canton Ticino (Svizzera), rendendolo maggiormente accessibile ed inclusivo.
Grazie ai fondi assegnati nel prossimo triennio nella Rete Musei verrà attuata una serie di azioni quali: interventi di formazione rivolti a operatori museali e guide per l’accoglienza di persone con disabilità, eventi accessibili quali visite tattili e in LIS delle strutture museali e dei luoghi del patrimonio, escursioni guidate lungo i percorsi accessibili, rivolte a differenti tipologie di pubblico, esperienze dedicate alle scuole del territorio transfrontaliero, creazione di un’aula didattica accessibile al secondo piano del Museo del Cappello, riqualificazione e aggiornamento dei percorsi museali di Trarego Viggiona e Cannero Riviera e dei luoghi di architettura e arte di tutti i sette comuni dell’Unione per una fruizione multisensoriale, con pannelli ad alta leggibilità, QRCode con rimando a contributi audio-video di approfondimento, postazioni tattili o multisensoriali, aggiornamento dei contenuti “on line” riguardanti i musei e i luoghi della cultura accessibili sul territorio dell’Unione.

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