Magazine Alternativa A Numero 2
Anno 2025
Prime Minister

Una scuola di politica per teenagers a Verbania

Che cos’è la scuola di politica

Si chiama Prime Minister, è una scuola di politica nata in Sicilia con sedi dalla Puglia al Piemonte. È gratuita e apartitica, dedicata alle adolescenti tra i 14 e i 19 anni, per dare voce alle giovani di oggi e formare le leader di domani.

Si dice che i giovani non si interessino più a nulla, tantomeno alla politica. Esiste però un esempio che dimostra il contrario. Prime Minister, Primo/a ministro/a (perché il termine inglese vale per entrambi i generi, ndr) è una scuola di formazione all’impegno civico e politico, gratuita, apartitica e, soprattutto, riservata a ragazze dai 14 ai 19 anni. Questa scelta avviene per due motivi: il primo perché in Italia la rappresentanza femminile in politica è scarsa e occorre formare nuove leve; il secondo perché, oltre a migliorare la parità di genere, ci si propone di aumentare il potere delle giovani generazioni. 

La scuola di Prime Minister nasce dalla collaborazione tra Angela Laurenza, ingegnera di Caivano, Eva Vittoria Cammerino, attivista politica, Denise Di Dio, funzionaria statale e Florinda Saieva, cofondatrice di Farm Cultural Park (un parco culturale e turistico a Favara, in Sicilia). A febbraio 2019 queste quattro donne lanciano un progetto pilota di formazione per ragazze che si è svolto a Favara, seguito da una seconda edizione a Napoli. Successivamente le scuole si estendono dal Sud al Nord, ribaltando gli stereotipi, perché spesso modelli di funzionamento o di comportamento nati nel Nord Italia sono poi imitati al Sud. Fare il contrario vuol dire invertire il giudizio comune. Altrettanto inusuale è scommettere sulle teenagers. Eppure proprio l’adolescenza è una fase determinante della vita: quella in cui si compiono le prime scelte dal punto di vista personale e professionale. 

La scuola di politica mira a rafforzare nelle ragazze la consapevolezza del proprio valore, perché siano libere dagli stereotipi su cosa sia fattibile per una donna. 

Prime Minister è un progetto giovane, ma che ha raggiunto già alcuni traguardi importanti con 15 scuole in tutta Italia e con territori che lo hanno replicato con una seconda, terza o quarta edizione, diventando quindi progetti stabili, sostenibili e duraturi.

L’esperienza a Verbania per sostenere i territori marginali

La scuola di Verbania è alla prima edizione e vede la partecipazione di 23 ragazze tra i 14 e i 18 anni, provenienti da cinque diversi istituti superiori della Provincia; è stata attivata nel 2024 e rientra nelle scuole del Nord Ovest insieme a quelle di Asti, Ivrea e Alpi, promosse con il sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo, con l’obiettivo di includere i territori più marginali in opportunità ed esperienze innovative dedicate alle giovani generazioni. Nel territorio del VCO l’avvio della scuola è stato fortemente voluto e in parte cofinanziato dalla Fondazione Comunitaria del VCO, che da qualche anno sta lavorando per promuovere e sostenere iniziative a favore delle persone giovani del territorio. 

L’organizzazione di riferimento e responsabile dello sviluppo del percorso nelle sue fasi è l’Associazione Contorno Viola, da anni impegnata in progetti di attivismo civico e di empowerment giovanile nelle scuole superiori e in luoghi informali di aggregazione (percorsi di peer education e prevenzione tra pari).

Il capitale sociale: le giovani

La scuola Prime Minister scommette sulle leader di domani e investe nella formazione di giovani donne, che possano essere consapevoli delle loro capacità e diventare agenti di cambiamento nelle loro comunità locali, nazionali e internazionali. Tra gli obiettivi quello di generare un impatto di medio e lungo periodo a livello di parità di genere e partecipazione giovanile, partendo dalla formazione, in termini di conoscenze, competenze, empowerment e di networking con professioniste, influencer, scienziate. Al centro delle attività della scuola ci sono le ragazze che partecipano al percorso diventando le studenti1 di Prime Minister: le primers.

Percorso e obiettivi

Il percorso si articola in dieci incontri, a cadenza mensile, che si stanno realizzando presso la sala Buon Pastore che il Comune di Gravellona Toce ha messo a disposizione gratuitamente e dove le ragazze hanno la possibilità di confrontarsi con speaker di alto livello provenienti dal mondo politico, istituzionale, imprenditoriale, culturale e scientifico, per sviluppare nuove competenze e conoscenze e avviare progetti di comunità attiva.

Attraverso un approccio multilivello, Prime Minister offre opportunità formative di ampio respiro, incontrando e valorizzando i saperi e le buone pratiche del territorio e aprendo il confronto con persone e realtà collettive attive sul territorio nazionale.

Le studenti hanno la possibilità di partecipare a eventi di rilevanza nazionale, come in marzo la visita a Biennale Democrazia a Torino, dove c’è stata la possibilità di presenziare all’incontro Da non è la Rai a Tik Tok con Maria Cafagna, autrice di Cattive Maestre, e riflettere su come i media rappresentino il corpo femminile e le implicazioni conseguenti. 

Si è parlato di stereotipi, oggettivazione del corpo e del loro impatto sulla salute mentale e fisica delle donne. Al pomeriggio si è tenuto un workshop condotto da Emilia Astore di Amnesty International, che ha coinvolto le ragazze delle scuole di Prime Minister del Nord Ovest: Asti, Alpi, Ivrea e Verbania.

Il programma di Verbania

La Scuola diventa quindi un’occasione unica e di grande valore per ampliare i propri orizzonti, trovando spazi e contesti in cui scoprire i propri interessi, far emergere e valorizzare le proprie capacità e attitudini. Questo il programma promosso nella prima edizione della Scuola di Verbania:

  • Educazione sessuale, per prendere consapevolezza del proprio corpo femminile, dei diritti conquistati e quelli per cui lottare.
  • Arte e cambiamento sociale, perché anche ciò che è considerato uno scarto possa, e debba, trasformarsi in un dispositivo di rinascita.
  • Materie STEM, un affascinante terreno di scoperte in cui c’è ancora da fare, per un lavoro di pari opportunità.
  • Impegno umanitario, tra esperienze lavorative e di volontariato per avviare un cambiamento in territori più o meno lontani dal nostro.
  • La passione di Salvare la terra, custodendo le tradizioni passate, attraversando il presente, guardando verso il futuro.
  • Le difficoltà specifiche e le opportunità del territorio, attraverso il punto di vista della Politica agita dall’interno delle istituzioni.
  • Violenza di genere e linguaggio inclusivo, delineando i confini del consenso e appropriandosi del concetto di intersezionalità.
  • La corresponsabilità nell’abbattimento dei pregiudizi, esercitando il potere del linguaggio che ciascun* di noi ha.
Le collaborazioni

Il percorso è stato realizzato insieme alla medica infettivologa Federica Poletti e all’infermiera del Consultorio di Verbania Elisabetta Poletti, all’artista Enrica Borghi, alla senior scientist Corinna Martinella, alla biologa ricercatrice Nicoletta Ricciardi, alla fisioterapista ed ex consulente per Croce Rossa Internazionale Verbena Bottini, alla manager delle risorse umane di Medici Senza Frontiere Virginia Savojni, all’agronoma e divulgatrice GEO Rai 3 Maria Cristina Pasquali, alla presidente del Consorzio Erba Bona Vittorina Prina, alla vicesindaca di Santa Maria Maggiore Sandra Garavaglia, alla vicesindaca di Baveno Maria Rosa Gnocchi, alla assessora alle politiche sociali e ambiente di Omegna Katia Viscardi, a Mariachiara Cataldo e Giorgia Caliandro dell’associazione torinese Break The Silence, alla responsabile comunicazione di CheFare Elena Patacchini. Insieme, abbiamo dato un volto a tante parole, ce ne siamo riappropriate e le abbiamo risignificate. Il tutto con l’obiettivo di favorire il confronto, invitando le ragazze a fare domande ed esprimere punti di vista e opinioni.

Non si è trattato solo di insegnamenti teorici perché l’obiettivo è incoraggiare le ragazze a diventare comunità attiva, impegnandosi anche in un progetto finale che resterà sul territorio (che potrete scoprire a Casa Ceretti a Intra dal 1^ giugno, giornata del Graduation day per le ragazze) e chiedendo alle primers, a termine del percorso, di restare agganciate alla scuola, per contribuire come volontarie, aiutando altre adolescenti a impegnarsi nelle battaglie in cui credono.

La parola alle ragazze

Abbiamo chiesto alle ragazze che stanno frequentando la scuola di politica qualche riflessione sul percorso che stanno facendo e condividiamo alcune loro suggestioni per raccontare quella che è la loro esperienza.

Ciò che mi ha spinto a partecipare a Prime Minister è stata la mia curiosità a seguito della presentazione fatta nella nostra scuola: sono rimasta molto colpita dai temi che avremmo trattato. Durante il percorso ho imparato, e sto imparando tutt’ora, ad avere una maggiore sensibilità verso l’opinione altrui, riguardo argomenti anche molto delicati, cosa che facevo già prima, ma grazie a questo percorso ho imparato a farlo anche con persone nuove”. 

“Penso sia molto arricchente potermi confrontare con altre ragazze con interessi simili ai miei perché mi sono ritrovata spesso nelle storie che venivano raccontate. Infatti tra noi ragazze si è creato un gruppo molto coeso in cui tutte possono esprimere la propria opinione senza essere mai giudicate”.

Senza dubbio nel corso della storia la politica è stato un ambito riservato esclusivamente agli uomini e, anche se negli ultimi anni abbiamo assistito a un’integrazione femminile, credo tuttavia che oggi ci sia ancora molta strada da fare. Infatti, nonostante ci sia una donna a ricoprire una delle cariche più importanti dello stato, penso che si possa ancora migliorare per cercare di arrivare ad una totale parità di genere aumentando quelle che sono le opportunità di entrare in politica per le ragazze”.

“Penso che ci siano ancora stereotipi legati alla figura della donna in politica perché si tramandano ormai da molti anni, ma se è così ora, non vuol dire che sarà così per sempre. Infatti sono più che fiduciosa del fatto che, con il tempo, tutti questi pregiudizi andranno piano piano ad azzerarsi e si vivrà in un mondo migliore e più egualitario”.

Sabato 29 marzo 2025 abbiamo avuto la possibilità di partecipare alla Biennale Democrazia, presso il Palazzo del 900 a Torino. È stato un evento di grande rilevanza non solo per l’approfondimento di temi centrali relativi ai diritti umani, alla democrazia e alla libertà individuale, ma anche perché ci ha permesso di entrare in contatto con gli altri gruppi Prime Minister del Piemonte. In mattinata abbiamo incontrato e dialogato con una scrittrice che ci ha dato davvero tanti spunti di pensiero. Nel pomeriggio abbiamo conosciuto una rappresentante di Amnesty International e abbiamo parlato del diritto al consenso, con un focus particolare sulla necessità di una maggiore educazione e consapevolezza rispetto ai diritti delle donne e delle minoranze.

Entrambi i momenti hanno invitato alla riflessione sulle sfide ancora aperte riguardo alla parità di genere, alla libertà di espressione e al rispetto del corpo e dei diritti individuali e all’azione, per costruire una società più giusta e rispettosa dei diritti di ogni individuo”.

Riflessioni finali 

In questo primo anno di scuola di politica, le ragazze del VCO si sono confrontate su temi politici e sociali, hanno ascoltato, discusso, preso parola e costruito nuovi significati di partecipazione e attivismo. 

In un tempo che fatica a riconoscere il valore delle voci femminili più giovani, con Prime Minister i soggetti promotori dell’iniziativa scelgono di amplificarle e di riconoscere le studenti come cittadine capaci di incidere sulla realtà e sulla propria comunità, perché fare politica è anche questo: dare spazio, fiducia, possibilità. E ci auguriamo di continuare a farlo.

Link di approfondimento: www.primeminister.it

1Abbiamo scelto di usare studenti per indicare il plurale femminile come spiegato in questo link:

https://www.unibs.it/sites/default/files/2023-05/Vademecum_Linguaggio_Inclusivo-1.pdf

Foto di Eleonora Mari