Magazine Alternativa A Numero 3
Anno 2025
Non t’azzardare. Giocare è facile, perdere di più

Quando il gioco smette di essere un gioco

La campagna regionale di sensibilizzazione e prevenzione per il contrasto al Gioco d’azzardo patologico ha come slogan “perdere tutto non è un bel gioco” ed è attiva da tre anni.

Qualsiasi gioco può diventare d’azzardo se si scommette una somma di denaro o dei beni sul suo esito e se il risultato dipende dal caso. Il consumo di denaro è il primo indicatore sentinella della perdita di controllo sul comportamento di gioco.

Non tutti coloro che giocano d’azzardo svilupperanno un comportamento problematico o patologico (dal 3 al 9% dei casi a seconda degli studi), in quanto allo sviluppo di una dipendenza concorrono sempre tre ordini di fattori legati al contesto, all’offerta di gioco e all’individuo.

Inquadriamo il fenomeno – quanto si spende per l’azzardo in Italia, in Piemonte, nel VCO?

L’Italia è il primo paese in Europa e il quarto al mondo per volume di spesa destinata al gioco d’azzardo. Nonostante la contrazione del reddito e dei consumi correlata alle crisi economiche globali degli ultimi anni è comunque cresciuta la spesa in gioco d’azzardo, dove c’è più povertà si gioca di più. Il volume lordo del giocato in Italia nel 2024 ha raggiunto i 157,4 miliardi di euro più che triplicato rispetto al 2006 (primo anno di disponibilità di dati omogenei in serie storica). Nel 2024 è cresciuto soprattutto l’azzardo online, che ha superato quello fisico, raggiungendo i 92 miliardi contro i 65 dei diversi giochi fisici.

157.4 miliardi di euro in un anno speso in gioco, sono quasi 20 miliardi in più rispetto alla spesa sanitaria complessiva (138 miliardi), superiore alle spese per l’alimentazione sostenute dalle famiglie (150 miliardi), circa il 7,2% del PIL.  Le perdite per i giocatori, riferiti al gioco legale, hanno superato i 21 miliardi.

In Piemonte e nel VCO: nel 2023 in regione si sono spesi circa 10 miliardi di euro, nel 2021 erano 6,8 miliardi. La spesa media annua per giocatore è stata stimata nel 2024 in 4.550 euro con perdite complessive superiori a 1 miliardo. IL VCO si colloca al secondo posto (dietro solo a Torino) con una spesa pro capite superiore alla media regionale e al 1° posto per lo speso online.

Il fenomeno coinvolge circa il 30% della popolazione adulta piemontese, il 34,4 % dei piemontesi conosce persone con problemi di gioco e un quarto dei giocatori ha debiti legati all’azzardo.

Analizziamo brevemente alcune tipologie di gioco, in presenza e online

In ordine di diffusione nel nostro Paese, tra i giochi in presenza abbiamo Gratta e Vinci, scommesse calcistiche, giochi da casinò come poker o roulette, Slot machine e Videolottery, Lotto e Superenalotto, Bingo, etc.

Il gioco online ha un’offerta potenzialmente illimitata, i giocatori godono di un sostanziale anonimato venendo meno gli aspetti di controllo sociale e di barriera d’accesso alle sale gioco, possono giocare a qualsiasi ora, da qualsiasi luogo, per un tempo illimitato. Tra le ultime forme di dipendenza comportamentale rilevate, tuttora mascherate, ci sono il trading online e il Gaming. Il trading online è l’attività di compravendita di strumenti finanziari come azioni, obbligazioni o valute per averne un guadagno. Viene proposta sul Web come attività accattivante e di facile guadagno ma, giocare in borsa è un po’ come giocare con il banco, sempre di azzardo si tratta, anche se mascherato da professione altamente specializzata e ad alto rischio economico, può creare dipendenza.

Il Gaming è una modalità di videogiocare online con altri giocatori, con la quale ci si immerge in mondi virtuali; è molto diffuso tra le fasce di età più giovani, anche minorenni e non si presenta come gioco d’azzardo. Tuttavia, alcuni videogiochi offrono la possibilità di acquistare con denaro reale equipaggiamenti che rendono il gioco più semplice e il giocatore più competitivo degli altri. In alcuni videogiochi sono state introdotte le “loot box”, ovvero scatole in cui si trovano degli oggetti virtuali che possono o meno favorire la vincita al videogioco ma che il giocatore al momento dell’acquisto non conosce. In questi giochi la vincita non si basa sulle abilità del giocatore bensì sulla fortuna e sulla quantità di denari reali spesi, caratteristiche queste che avvicinano il gaming al gioco d’azzardo rappresentando un fattore di rischio nei giovanissimi per il futuro sviluppo di DGA.

La carriera del giocatore d’azzardo

Il coinvolgimento delle persone nel gioco d’azzardo è progressivo e caratterizzato da tre stadi principali: gioco d’azzardo sociale, problematico e patologico.

Al 1° stadio il comportamento è saltuario e motivato prevalentemente dalla socializzazione e dal divertimento.

Al 2° stadio cominciano a presentarsi dei problemi in particolare se chi gioca

  • pensa spesso al gioco d’azzardo durante la giornata,
  • mente sul proprio coinvolgimento nel gioco d’azzardo,
  • perde consistenti somme di denaro e ricorre a prestiti,
  • manifesta irritabilità e irrequietezza quando non può giocare,
  • spende quantità crescenti di tempo e denaro.

Al 3° stadio si è ormai instaurata una dipendenza ossia una patologia neuro-psicologica con conseguenze sociali, familiari ed economiche negative. È una condizione dalla quale si può uscire, riconoscendo il problema ed accettando l’aiuto della famiglia, dei pari (auto mutuo aiuto), dei servizi di cura (SerD).

La carriera di un giocatore problematico si sviluppa in fasi successive: la fase vincente nella quale l’emozione della grossa vincita pone in secondo piano preoccupazioni e problemi, la sensazione di vincita frequente porta ad un aumento dell’eccitazione legata al gioco e ad un incremento del tempo e degli importi giocati; la fase perdente durante la quale il pensiero corre sempre più spesso al gioco, si contraggono i primi debiti e si inizia a inseguire la perdita; la fase della disperazione e della perdita di speranza durante la quale si ha la perdita del controllo sul comportamento di gioco, si manifesta il craving, desiderio incontenibile di giocare,  non si riesce a smettere. Si possono provare paura e panico e affidarsi a soluzioni rischiose e inefficaci per procurarsi denaro. Le persone care si allontanano, si può andare incontro a problemi con la giustizia, a crisi coniugali, alla perdita del lavoro e spesso anche a pensieri e tentativi di suicidio; la fase di risalita durante la quale emerge maggiore consapevolezza di avere un problema di gioco e si chiede aiuto.

Informazione, prevenzione e cura

Solo negli ultimi decenni, quando con l’utilizzo di tecniche di neuroimaging si è potuto osservare che nei Giocatori d’Azzardo sono interessati gli stessi circuiti cerebrali implicati nella gratificazione e nella ricompensa attivi nelle persone con dipendenza da sostanze, la comunità scientifica internazionale ha riconosciuto il Gioco d’Azzardo una Dipendenza Comportamentale definendola un DGADisturbo da Gioco d’Azzardo.

Dal 2017, con l’aggiornamento dei LEA il trattamento dei DGA sono entrati a far parte dei trattamenti erogati dai SerD delle ASL.

Il numero di persone in carico ai SerD è “una goccia nel mare” di fronte alla dimensione del problema, nel 2023 in Piemonte erano 1.069, nel VCO nello stesso anno erano 41 (salite a 65 nel 2024), ma cosa rende così difficile chiedere aiuto?

Uno studio di qualche anno fa condotto in Piemonte da Sara Rolando, mette in evidenza tre fattori principali: lo Stigma sociale, che pesa in modo particolare sulle donne, è un’importante barriera di accesso al trattamento e alimenta sensi di colpa controproducenti; Auto-stigma e vergogna che condanna all’isolamento, al nascondimento e non consente di contemplare la possibilità di cambiare la propria condizione; Scarsa conoscenza dei servizi che ritarda ulteriormente l’accesso alle cure.

L’ASL VCO sta attivando il progetto “Safe Link – Accoglienza e sensibilizzazione diffusa per il contrasto al gioco d’azzardo patologico” per avvicinarsi alle persone/famiglie più vulnerabili alle abitudini di gioco problematico. Si lavorerà su 3 fronti: una rete di punti di ascolto disseminati sul territorio, sia presso le “case della salute” che  presso enti del privato sociale accreditato e/o presso associazioni di volontariato, che siano sedi di prossimità rispetto alle popolazioni più fragili; un programma di eventi di sensibilizzazione e di formazione sui temi dell’azzardo e con un’attenzione all’individuazione precoce dei soggetti vulnerabili e alle relative strategie educative per limitare i rischi; fornire ai soggetti vulnerabili e ai loro familiari una consultazione personalizzata e favorire l’eventuale accesso precoce al SerD.

La Regione Piemonte nell’ambito della campagna di prevenzione “Perdere tutto Non è un bel gioco”, finalizzata ad  accrescere la conoscenza delle problematiche correlate al gioco d’azzardo e facilitare il contatto con i servizi di cura presenti sul territorio, ha attivato un sito internet dedicato  ove si può trovare utile materiale di informazione e approfondimento sul tema gioco d’azzardo, nonché avere un canale diretto per individuare i Servizi più vicini alla propria zona di residenza e prendere direttamente un appuntamento di consulenza.

Ambulatorio SerD:
giocodazzardopatologico@aslvco.it
Tel. e WhatsApp 3355057068 
www.noneunbelgioco.it