Magazine Alternativa A Numero 2
Anno 2025
L’OCCUPAZIONE E I REDDITI DA LAVORO NEL VERBANO CUSIO OSSOLA
3 Giugno 2025

Un’analisi puntuale dell’andamento del mercato del lavoro e delle dinamiche occupazionali nel Verbano Cusio Ossola e una riflessione sulla evoluzione dei redditi da lavoro e dei salari in questi ultimi 5 anni

Una prima sommaria analisi del mercato del lavoro rileva alcuni andamenti contrastanti: da una parte si rileva un aumento dell’occupazione sia a livello provinciale che nazionale, dall’altra questo aumento non determina un corrispondente incremento dei redditi da lavoro, che invece fanno segnare diminuzioni in termini reali. Proviamo quindi ad approfondire i dati e dare rilievo a questa prima riflessione. Consideriamo l’evoluzione dell’occupazione in questi ultimi 5 anni.

OCCUPATI NEL VERBANO CUSIO OSSOLA (in migliaia)
 20202021202220232024
MASCHI3534353737
FEMMINE2729302931
TOTALE6263656668
Elaborazione su dati ISTAT

Dal 2020 al 2024 l’occupazione nel Verbano Cusio Ossola è in aumento del 9,7%, da 62.000 a 68.000 unità, secondo l’indagine ISTAT sulle Forze di lavoro, determinato in misura maggiore dalla componente femminile (+14,8%) che da quella maschile (+5,7%).

FORZE DI LAVORO NEL VERBANO CUSIO OSSOLA (in migliaia)
 20202021202220232024
MASCHI3735373938
FEMMINE2931323132
TOTALE666669  69*70
Elaborazione su dati ISTAT
* per approssimazione

L’aumento dell’occupazione è stato determinato e accompagnato da un incremento delle forze di lavoro, le persone attive sul mercato del lavoro, occupati o alla ricerca di occupazione, da 66.000 a 70.000 unità, determinato anche in questo caso soprattutto dalla componente femminile (da 29.000 a 32.000 unità) e in misura molto ridotta da quella maschile (da 37.000 a 38.000).

Si è assistito quindi ad una diminuzione significativa dei disoccupati, scesi da 4.000 a 2.000 unità, una diminuzione che ha caratterizzato in egual misura uomini e donne.

DISOCCUPATI NEL VERBANO CUSIO OSSOLA (in migliaia)
 20202021202220232024
MASCHI21121
FEMMINE22221
TOTALE4  4*342
Elaborazione su dati ISTAT
* per approssimazione

L’analisi per settore evidenzia una tenuta degli occupati nell’agricoltura (1.000 persone), un aumento nell’industria (da 17.000 a 19.000) determinato dal comparto delle costruzioni e un aumento nei servizi (da 43.000 a 48.000). Un dato ugualmente significativo è quello relativo alla posizione professionale. Il numero degli occupati indipendenti è rimasto inalterato in questi ultimi 5 anni (13.000 persone) mentre è cresciuto in modo significativo il numero dei dipendenti (da 49.000 a 55.000). Dal punto di vista della posizione lavorativa è ancora importante sottolineare come di questi lavoratori dipendenti 8.000 circa sono frontalieri nella vicina Svizzera, in misura maggiore in Canton Ticino ma anche in Canton Vallese, e 10.000 circa lavorano nella pubblica amministrazione.

Un dato particolarmente interessante ma non disponibile a livello provinciale è quello relativo alla posizione contrattuale dei lavoratori dipendenti, a tempo determinato o indeterminato. Possiamo però ricavare una stima del dato dal confronto regionale. In Piemonte nel 2024 gli occupati a tempo determinato sono 152.000 su 1.442.000, pari al 10,5%; ipotizzando una evoluzione simile nel Verbano Cusio Ossola, probabilmente sottostimata considerato il dimensionamento rilevante in provincia di settori, quali il turismo, che utilizzano in modo rilevante personale a tempo determinato, il numero dei lavoratori a tempo determinato sarebbe superiore alle 7.000 unità.

Il confronto con i dati nazionali evidenzia una evoluzione simile, con un aumento degli occupati leggermente inferiore in Italia (da 22.385.000 unità a 23.932.000) del 8,6%. Anche in Italia l’aumento è determinato dai lavoratori dipendenti (da 17.357.000 unità a 18.847.000, + 8,6%) mentre l’incremento degli indipendenti è davvero contenuto (da 5.028.000 a 5.085.000, + 1,1%).

L’analisi dei dati puntuali, come anticipato in apertura, evidenzia quindi un incremento significativo dell’occupazione in provincia con un tasso di occupazione 15-74 anni che cresce dal 53,4% del 2020 al 59,0% del 2024 determinato in misura maggiore dalla componente femminile (dal 46,6% al 53,4%) ma con un andamento positivo anche di quella maschile (dal 60,1% al 64,7%).

Il confronto dei dati nazionali e provinciali con i dati europei rende meno soddisfacente la crescita occupazionale evidenziata sopra. Nel 2024 Eurostat rileva un tasso di occupazione 15-74 anni nella Unione Europea del 61,7%, più alto di quello provinciale, 59,0%, e ancor di più di quello nazionale, 54,1%. In particolare evidenziano tassi di occupazione decisamente più elevati Germania, 67,9%, Danimarca, 69,5%, Olanda, 73,2%, Austria, 65,2%, ma anche paesi come Irlanda, 68,3%, Portogallo, 63,3%, per non parlare della vicina Svizzera, 72,3%.

Le professioni richieste

Proviamo ora ad utilizzare un’altra fonte di dati relativi al mercato del lavoro per cogliere le ultime dinamiche in corso. Ci riferiamo all’indagine Excelsior condotta da Unioncamere che coglie mensilmente le esigenze occupazionali delle imprese a livello nazionale e provinciale, per professione, settore di attività, genere, età, tipologia contrattuale, difficoltà di reperimento e altre categorie ancora.

Nel 2024 nel Verbano Cusio Ossola erano previste 12.860 assunzioni di cui il 64,1% con una esperienza richiesta. In particolare erano previste 1.080 assunzioni di giovani 15 – 24 anni, 3.459 per la componente maschile, 2.623 per la componente femminile e 6.778 senza distinzione di genere. Un dato molto interessante che dà indicazioni di rilievo sulle dinamiche occupazionali è quello relativo alla tipologia contrattuale: sulle 12.860 assunzioni previste solo 1.646, il 12,8% erano a tempo indeterminato, 8.385, il 65,2%, a tempo determinato, 1.132 con altri contratti e 1.697 per personale non dipendente. Il ricambio e le nuove esigenze occupazionali vengono quindi soddisfatti per una quota assolutamente maggioritaria con contratti flessibili e precari.

Una suddivisione delle assunzioni previste per titolo di studio rileva una richiesta assolutamente predominante della scuola secondaria, 9.270, pari al 72% del totale, una richiesta decisamente più contenuta della scuola dell’obbligo, 2.500, il 19,5%, e una di 1.080 di un titolo di studio universitario. 

ASSUNZIONI PREVISTE 2024 PER POSIZIONE PROFESSIONALE
POSIZIONEASSUNZIONIDI DIFFICILE REPERIMENTO
DIRIGENTI E PROFESSIONI CON ELEVATA SPECIALIZZAZIONE33065,5%
IMPIEGATI93035,7%
PROFESSIONI TECNICHE1.15070,3%
OPERAI SPECIALIZZATI1.73070,0%
CONDUTTORI IMPIANTI E MACCHINARI1.05051,3%
PROFESSIONI QUALIFICATE COMMERCIO E SERVIZI5.70049,5%
PROFESSIONI NON QUALIFICATE1.97037,9%
Elaborazione su dati UNIONCAMERE

È sicuramente rilevante il dato relativo alle assunzioni di difficile reperimento, più della metà del totale, il 51,9%, di cui il 36,6% per mancanza di candidati, l’11,3% per preparazione inadeguata e il 4% per altri motivi. L’analisi puntuale per posizione professionale evidenzia come le posizioni di più difficile reperimento siano le professioni tecniche e gli operai specializzati per il 70% e i dirigenti e le professioni ad alta specializzazione per il 65%.

ASSUNZIONI PREVISTE 2024 PER SETTORE DI  ATTIVITÀ
SETTOREASSUNZIONIDI DIFFICILE REPERIMENTO
TURISMO, ALLOGGIO E RISTORAZIONE5.09051,8%
COMMERCIO1.82041,5%
SERVIZI ALLE IMPRESE1.55043,7%
SERVIZI ALLE PERSONE1.37056,8%
ALTRE INDUSTRIE1.35046,6%
COSTRUZIONI95072,3%
INDUSTRIE MECCANICHE73070,2%
Elaborazione su dati UNIONCAMERE

L’analisi delle professioni richieste per settore di attività evidenzia immediatamente come turismo e commercio insieme rappresentano più del 50% delle assunzioni previste (53,7%). Le maggiori difficoltà di reperimento si rilevano nelle costruzioni, il 72%, nelle industrie meccaniche, il 70%  e nei servizi alle persone, il 57%.

PROFESSIONI PIU’ RICHIESTE 2024 PER PROFILO PROFESSIONALE
PROFILO PROFESSIONALEASSUNZIONI PREVISTEDI DIFFICILE REPERIMENTO
ADDETTI ALLA RISTORAZIONE3.80055%
ADDETTI ALLE VENDITE1.29031%
SERVIZI DI PULIZIA1.07042%
SPOSTAMENTO E CONSEGNA MERCI55040%
ACCOGLIENZA E INFORMAZIONI CLIENTELA44036%
ADDETTI ALLE COSTRUZIONI43069%
Elaborazione su dati UNIONCAMERE

La suddivisione ancora più puntuale delle assunzioni previste per profilo professionale evidenzia ancora come sono gli addetti alla ristorazione e alle vendite i più richiesti, rappresentando più del 50% delle richieste, con una difficoltà di reperimento soprattutto per i primi. È interessante altresì rilevare come siano ricercate in numero significativo anche professioni non qualificate come i servizi di pulizia e di spostamento e consegna delle merci.

Il quadro che emerge in modo evidente è quello di un mercato del lavoro flessibile e precario e con posizioni professionali di difficile reperimento non solo per alte qualifiche ma diffuso ai vari livelli.

Redditi da lavoro e salari

Veniamo ora all’evoluzione dei redditi e in particolare dei redditi da lavoro in questi ultimi anni. Con un mercato del lavoro in crescita e con difficoltà di reperimento elevate per un numero rilevante di posizioni professionali ci si aspetterebbe salari in crescita o perlomeno inalterati in termini reali. Non è invece così. Andiamo ad analizzare alcuni dati per trovare conferma a quella che ormai è una considerazione conclamata.

Prendiamo dapprima in considerazione i redditi delle famiglie e il valore aggiunto procapite, disponibili a livello provinciale fino al 2023 su dati Unioncamere, esaminando l’evoluzione 2021-2023, tralasciando il 2020 per l’andamento assolutamente particolare determinato dal Covid. Il reddito complessivo delle famiglie nel Verbano Cusio Ossola era di 2.861,4 milioni di euro nel 2021 e di 3.243,7 milioni nel 2023, una crescita in termini monetari del 13,4% che, con una inflazione negli stessi anni del 15,1%, diventa in termini reali una diminuzione dell’1,7%. Stessa dinamica evidenzia il valore aggiunto procapite; era di 23.069 euro nel 2021 e di 26.074 nel 2023, un aumento in termini monetari del 13,0% che con l’inflazione diventa una diminuzione del 2,1% in termini reali.

Il rapporto ISTAT sulle “Condizioni di vita e reddito delle famiglie” evidenzia la stessa evoluzione a livello nazionale. Nel 2024 13,5 milioni di persone, il 23,1% della popolazione, sono a rischio povertà ed esclusione sociale; erano il 22,8% nel 2023. In particolare, di questi, 3.873.000 sono a bassa intensità di lavoro, cioè lavorano per meno di 1/5 del tempo pieno. Nel 2023 il reddito medio famigliare a livello nazionale era di 37.511 euro con una diminuzione in termini reali dell’1,6% rispetto al 2022, già in diminuzione del 2,1% rispetto al 2021.

Da ultimo ma ugualmente molto interessante andiamo ad esaminare l’evoluzione dei salari a livello nazionale e territoriale attraverso i dati dello studio della CGIA di Mestre relativi al 2023, ultimo dato disponibile. Nel 2023 il salario medio mensile dei dipendenti privati del Verbano Cusio Ossola era di 1.594 euro, in aumento in termini monetari rispetto al 2022 del 2,4% ma, tenuto conto dell’inflazione del 5,7%, in diminuzione del 3,3% in termini reali. Il confronto nazionale ed in particolare con il nord Italia è in questo caso impietoso. In regione la provincia è all’ultimo posto per salario medio, con Torino che evidenzia un salario medio di 2.033 euro. Ugualmente insoddisfacente il confronto nazionale con un salario medio di 1.820 euro, comunque in diminuzione in termini reali del 2,2% rispetto al 2022. Il confronto territoriale a livello nazionale è ancora più negativo. Il salario medio nel Verbano Cusio Ossola si posiziona al 56° posto fra le provincie ed in particolare nel nord Italia solo Savona (60°), Aosta (61°) e Imperia (83°) fanno segnare una performance peggiore.

Come abbiamo anticipato in apertura i dati puntuali relativi a redditi e salari evidenziano una diminuzione significativa in termini reali pur in presenza di una crescita occupazionale di rilievo. Crediamo che la maggior flessibilità e precarizzazione del mercato del lavoro determinata dalle modifiche legislative degli anni 2000 siano sicuramente una delle determinanti di questa evoluzione. Altri articoli della rivista e il forum dedicato all’argomento approfondiranno la questione.