Magazine Alternativa A Numero 1
Anno 2026
Lo "Scenario" possibile: Salvo Lorusso e la scommessa del Jazz a Verbania
17 Marzo 2026
Viaggio all’interno dello Scenario Jazz Cafè, dove la musica non è un sottofondo ma una missione sociale e culturale

C’è un momento preciso, nella vita di ciascuno in cui le certezze crollano, la terra trema sotto i piedi e il futuro appare come una nebbia fitta. Per Salvo Lorusso, produttore musicale, editore e anima creativa, quel momento è stato l’inizio di una nuova genesi. Non è sprofondato. Si è aggrappato a ciò che, per lui, è essenziale come l’aria e il pane: la musica. Da quella tenacia e dall’incontro fondamentale con Libera, sua compagna di vita e di visioni, è nato lo Scenario Jazz Cafè di Verbania.

Entrare allo Scenario non è come entrare in un bar qualunque. Lo capisci dalle recensioni che i clienti lasciano su Google: “È come tornare a casa dopo una settimana fuori”. Non è un caso. È il risultato di una filosofia che vede nell’impresa non solo un mezzo di lucro, ma un presidio di socialità e cultura in un periodo storico che a volte sembra aver dimenticato il valore del saluto, dell’abbraccio e del confronto collettivo.

Dalla Puglia alle sponde del Lago Maggiore

Salvo Lorusso non è arrivato a Verbania per caso. La conosceva fin da bambino, quando nelle estati degli anni ’80 la città si trasformava in un brulicare di localini e musica dal vivo. Ma il suo percorso è lungo e tortuoso. Prima di approdare qui, ha lavorato negli ambiti più diversi della produzione musicale, ha vissuto l’esperienza di “Villa Scenario” in Puglia, un’associazione di promozione sociale dove la sua etichetta discografica produceva artisti e ospitava house concert.

«È stato un esperimento sociale durato cinque anni», racconta Salvo. «Avevo bisogno di comprendere me stesso in un periodo particolare. Poi, l’incontro con Libera ha cambiato tutto. Lei mi ha detto: “Ora che ti sei alzato in piedi, è il momento di camminare”. E abbiamo deciso di farlo insieme, tornando in un posto a cui ero profondamente legato».

Ma la Verbania che Salvo ha trovato non è quella della sua adolescenza, il localino che fa musica dal vivo oggi è solo il suo, con tutte le complicazioni del caso. «Organizzare un concerto oggi – spiega – è diventato un percorso a ostacoli fatto di borderò, tasse SIAE equiparate a quelle delle discoteche e una burocrazia che non distingue tra chi vende “prosciutto” e chi offre “cultura”».

L’impresa culturale come atto di resistenza

Il cuore del problema, per un imprenditore come Lorusso, è proprio questo: l’assenza di una categoria che riconosca il valore sociale dell’attività. «Se hai una partita IVA, per lo Stato non c’è differenza. Ma il bar, per me, è solo il collaterale che serve a finanziare e proporre la musica», spiega con la foga di chi ci crede nel valore di quello che fa.

Nonostante le difficoltà, Salvo ha deciso di raddoppiare. Se inizialmente proponeva due concerti al mese, ora ne fa quattro. Perché? Perché la risposta dei verbanesi, inizialmente sospettosa, si è trasformata in un bisogno reale e in una conferma continua della bontà del suo sogno.

«La gente cerca la qualità, cerca la verità di una nota suonata dal vivo, senza il filtro rassicurante delle cover band».

Il rito del vinile e il coraggio dell’inedito

Allo Scenario Jazz Cafè, la programmazione è un’architettura precisa. C’è il venerdì di “Vini e Vinili”, dove Salvo abbina etichette indipendenti a guide all’ascolto monografiche. Racconta storie, come quella dei fondatori della Blue Note, ebrei tedeschi scappati dall’Olocausto per approdare al razzismo americano, dove iniziarono a registrare i geni del jazz, scoperti nei “club dei neri”.

Poi ci sono le Jam Session. Il lunedì è dedicato ai maestri, come Renato Pompilio e Manuel Consigli, due chitarristi di stili opposti che dialogano in un interplay senza scaletta. Il mercoledì lo spazio è per i giovani, come Still e Inarte Giulio e per tutti coloro che si vogliono unire a loro in una jam session.

«Mi piace che i ragazzi inizino i loro concerti con i loro brani», dice Salvo. «Voglio dare loro lo spazio per testare ciò che hanno scritto ieri. Se vedi un sorriso nel pubblico, quel brano è vivo. Restare chiusi in cantina a provare non dà la stessa energia».

Un crocevia internazionale

La scommessa di Lorusso ha varcato i confini provinciali. Allo Scenario arriva pubblico da Milano, Varese e dalla vicina Svizzera. Ci sono anche numerosi turisti che si prenotano un week end a Verbania basandosi sul calendario dei concerti del locale. Questo è l’indotto della cultura: un turismo “interessato” che cerca l’esperienza autentica.

A marzo, il calendario si farà ancora più fitto. Tra gli ospiti più attesi c’è Tony Melillo, cantautore bossa nova che ha collaborato con i grandi nomi della musica italiana e che ha scelto lo Scenario per presentare, in anteprima assoluta, i brani del suo nuovo disco in uscita in estate. Il locale sta diventando un “porto franco” per gli artisti che vogliono fuggire dall’obbligo delle cover e delle tribute band.

Le utopie che alimentano i sogni

Fare impresa culturale quando si è un “over 50” potrebbe sembrare una follia, ma per Salvo (e per chi lo sta intervistando n.d.r.) l’età è solo un numero. «Si invecchia solo quando si smette di avere un progetto nuovo».

E Scenario Jazz Cafè di sogni ne alimenta in continuazione. Adesso Salvo ha in programma di inserire nuove serate di proiezioni e il suo continua a essere un cantiere aperto. Perché, come dice citando le utopie: «A volte ciò che sembra irrealizzabile, quando lo metti in piedi, funziona. Anzi, le utopie alimentano il mondo».

Verbania ha oggi un luogo dove il jazz non è “difficile”, ma è una lingua universale. Un luogo dove l’imprenditore non è solo un gestore, ma un produttore di emozioni che ha deciso di scommettere sul potere curativo dell’arte.

APPUNTAMENTI FISSI SETTIMANALI

  • LUNEDÌ: Lunedì del Jazz (ore 19.00 – 22.00): Jam Session aperta a tutti i musicisti.
  • MERCOLEDÌ: Mercoledì degli Autori: Focus sui giovani polistrumentisti: Still e Inarte Giulio tra indie, jazz e colonne sonore.
  • GIOVEDÌ: Cine-Music (da metà marzo): Proiezioni di film e documentari a tema musicale.
  • VENERDÌ: Vini e Vinili: Degustazioni guidate e grandi etichette in vinile.


L’EVENTO SPECIALE

  • Sabato 7 marzo: In Arte Giulio (Avant pop – cantautorato)
  • Sabato 14 marzo: Matisse Berg Quartet (Modern jazz)
  • Sabato 21 marzo: Like Music Trio (Standard jazz)
  • Sabato 28 marzo: Alex Pioli Group (Nu Jazz)
  • Sabato 4 aprile: Jam Organ Trio (Jazz organ)
  • Sabato 11 aprile: Jonas Blume Quartet (Modern jazz)
  • Sabato 18 aprile: PSOAS (Jazz funk)
  • Sabato 25 aprile: Mezuro Takahashi Trio (Cool jazz)