Nel 1989, con la caduta del Muro di Berlino e il successivo dissolvimento dell’Unione Sovietica, il mondo parve affacciarsi su un’inedita era di pace. Intellettuali e storici, tra cui Francis Fukuyama, si spinsero a teorizzare la “fine della Storia”, ipotizzando l’affermazione definitiva del modello liberale democratico capitalista e la progressiva scomparsa dei grandi conflitti mondiali.
Quella speranza, tuttavia, si è rivelata un’illusione di breve durata. Già nella seconda metà del 1991, le drammatiche guerre nell’ex Jugoslavia riportarono la barbarie del conflitto nel cuore dell’Europa. Parallelamente, una serie di guerre civili scompaginò le ex repubbliche sovietiche, mentre la Prima Guerra del Golfo inaugurava una stagione di interventi volti a ridefinire gli equilibri internazionali.
La progressiva messa in discussione dell’ordine mondiale post-Guerra Fredda ha poi subito un’accelerazione drammatica con l’ondata di attacchi terroristici che ha colpito l’America e l’Europa. Da quel momento si è affermata la dottrina della cosiddetta “guerra giusta” – intesa essenzialmente come l’insieme dei conflitti egemonici promossi dagli Stati Uniti per preservare e imporre l’ordine mondiale scaturito dalla fine della Guerra Fredda –, culminata nella “guerra globale al terrore” promossa dall’amministrazione Bush.
Se la seconda metà del Novecento è stata prevalentemente caratterizzata da guerre di liberazione nazionale, gli anni Duemila si distinguono per conflitti legati all’egemonia globale o regionale: uno scontro continuo tra chi cerca di imporre o preservare un determinato ordine mondiale e chi lo contesta e lo mette in discussione.
Dal 2000 a oggi si contano oltre cinquanta conflitti armati scoppiati nel pianeta. Gli ultimi dati dell’Atlante delle Guerre, aggiornati alla fine del 2025, ne registravano ben 32 in corso, un numero drammaticamente destinato a crescere dopo lo scoppio del conflitto tra Stati Uniti e Iran nella prima metà del 2026. Nella tabella che segue cercheremo di tracciarne un quadro dettagliato per aree continentali, con un focus particolare sulle drammatiche conseguenze umane con i dati su rifugiati e sfollati di cui si hanno dati certi, mentre i dati reali su morti e feriti continuano ad essere di parte e non verificati.
| PAESI IN GUERRA | SFOLLATI NEL PAESE * | RIFUGIATI IN ALTRI PAESI* |
|---|---|---|
| BURKINA FASU | 2.063.000 | 150.081 |
| CAMERUM | 1.029.000 | 109.879 |
| CIAD | 383.000 | 14.617 |
| ETIOPIA | 2.378.000 | 164.423 |
| LIBIA | 107.000 | 17.235 |
| MALI | 361.000 | 354.075 |
| MOZAMBICO | 580.000 | 114 |
| NIGER | 412.000 | 44.119 |
| NIGERIA | 3.359.000 | 467.605 |
| REPUBBLICA CENTRO AFRICANA | 469.000 | 693.488 |
| REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO | 6.215.000 | 1.060.096 |
| SAHARA OCCIDENTALE | – | 174.578 |
| SOMALIA | 3.136.000 | 894.120 |
| SUDAN | 11.560.000 | 2.094.373 |
| SUD SUDAN | 945.000 | 2.290.622 |
| HAITI | 1.037.000 | 148.252 |
| CINA/TIBET | – | 12.576 |
| NYANMAR | 3.521.000 | 1.322.503 |
| PAKISTAN/AFGHANISTAN | 22.000 | 86.285 |
| PAKISTAN/INDIA | – | – |
| THAILANDIA/CAMBOGIA | 520 | 200 |
| IRAQ | 1.031.000 | 305.504 |
| ISRAELE/IRAN | – | 158.171 |
| ISRAELE/PALESTINA ISRAELE/PALESTINA | 68.0002.032.000 | 1.30743.712 |
| KURDISTAN | – | – |
| LIBANO | 958.000 | 9.534 |
| SIRIA | 7.409.000 | 5.952.174 |
| YEMEN/ARABIA SAUDITA | 4.796.000 | 51.384 |
| CIPRO | 245.000 | 10 |
| GEORGIA | 299.000 | 16.554 |
| SERBIA/KOSSOVO | 210.000 | 31.438 |
| RUSSIA/UKRAINA | 3.665.000 | 5.120.036 |
Dati sfollati e rifugiati 2024 – Fonte: Atlante delle guerre e UNHCR
* I dati su sfollati e rifugiati si riferiscono, nelle guerre che coinvolgono due paesi, al paese evidenziato in grassetto
Il dato complessivo di sfollati e rifugiati è veramente impressionante, 58.290.520 i primi e 21.789.065 i secondi; nel complesso più di 80 milioni di persone che hanno perso la casa e la possibilità di una vita normale. Altrettanto impressionanti nell’analisi per aree geografiche sono i dati relativi all’Africa con 15 guerre in corso, più di 32 milioni di sfollati e quasi 9 milioni di rifugiati.
Molte di queste guerre continuano a essere legittimate sotto la categoria concettuale di “guerre giuste”. Ma esistono davvero guerre che possano definirsi tali? O, quanto meno, “giustificabili”? È questo l’interrogativo fondamentale che ci poniamo e che abbiamo il dovere di continuare a porci.
Questo numero della rivista è in larga parte dedicato al tema della guerra e della pace. Attraverso gli articoli di approfondimento e il Forum a esso riservato cerchiamo di offrire risposte, sollevare dubbi e analizzare la complessità del nostro presente.
Su un punto, tuttavia, resta impossibile dissentire: la guerra rimane sempre e comunque «una cosa brutta, molto brutta», per citare le parole scandite da Luisa Morgantini nel suo intervento al Forum del 28 luglio 2026. Da questa consapevolezza fondamentale parte il nostro viaggio all’interno dei conflitti del mondo alla ricerca di una pace non più illusoria.