Magazine Alternativa A Numero 2
Anno 2025
Il progetto Common Ground in Piemonte e nel VCO 
3 Giugno 2025

Contrastare il lavoro irregolare e promuovere l’integrazione

Common Ground: breve nota introduttiva

Il progetto Common Ground – Azioni interregionali di contrasto allo sfruttamento lavorativo e di sostegno alle vittime è un’iniziativa finalizzata a combattere il fenomeno del lavoro irregolare e a promuovere l’inclusione sociale. È rivolto a cittadini stranieri non appartenenti all’Unione Europea, in possesso di regolare permesso di soggiorno. Già presentato dalla referente di IRES Piemonte, Laura Sicuro, nel numero 4/2024 di Alternativa, il progetto si sviluppa in modo interregionale, coinvolgendo Piemonte, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Veneto, con la Regione Piemonte come capofila.

La missione del progetto è rispondere alla necessità di sostenere le persone straniere vittime di sfruttamento e tratta a fini lavorativi, così come le potenziali vittime. Si tratta di persone che, a causa di condizioni di bisogno, sono spesso costrette ad accettare lavori irregolari, anche per le difficoltà di accesso al mercato del lavoro legale.

Il lavoro irregolare, che alimenta sfruttamento e disuguaglianze sociali, colpisce in modo particolare le categorie più vulnerabili, come i migranti, già impegnati in un difficile percorso di integrazione. Common Ground intende contrastare questo fenomeno attraverso un’azione territoriale che coinvolge direttamente i beneficiari, offrendo loro supporto informativo, consulenza legale e opportunità di accesso a impieghi regolari.

Le attività nel Quadrante Nord

Nel Quadrante Nord – che comprende le province di Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli e Biella – il progetto è coordinato dal capofila Liberazione e Speranza di Novara. Nel VCO, i partner coinvolti sono la Cooperativa La Bitta di Domodossola e Gruppo Abele di Verbania, che operano anche nella zona del Cusio.

Il progetto offre diversi strumenti e servizi di supporto ai cittadini stranieri: l’Infopoint attivato a Novara nel 2023, gli sportelli territoriali e una serie di attività di presa in carico, sensibilizzazione e formazione. Questi servizi mirano a orientare i beneficiari verso il mercato del lavoro regolare, favorendo così la loro integrazione sociale.

L’Infopoint di Novara è uno sportello multi-agenzia in cui i beneficiari possono ricevere risposte, soprattutto in ambito lavorativo. Oltre alle case manager di Liberazione e Speranza, sono presenti operatrici sindacali e personale del Centro per l’Impiego, per una presa in carico multidisciplinare finalizzata a fornire supporto socio-legale, orientamento ai servizi territoriali e accompagnamento nella ricerca attiva del lavoro.

Le attività nel VCO

• Sportelli territoriali

Nel Verbano-Cusio-Ossola, gli sportelli territoriali rappresentano una risorsa fondamentale per i cittadini stranieri. Gestiti dalla Cooperativa La Bitta di Domodossola e dal Gruppo Abele di Verbania – entrambi attivi anche nel Cusio – offrono consulenza legale, orientamento al lavoro e supporto per l’emersione dal lavoro irregolare.
I cittadini stranieri possono ricevere assistenza nella verifica della correttezza e genuinità dei contratti, consulenze su questioni legali e documentazione per il soggiorno, oltre a informazioni utili per accedere a impieghi regolari. (Gli orari e le sedi degli sportelli sono riportati nel box dedicato).

• Attività di outreach nei CAS e presso le Associazioni di Zona

Common Ground prevede interventi di outreach nei Centri di Accoglienza Straordinaria (CAS) e presso le Associazioni di Zona che operano con migranti e richiedenti asilo.
Obiettivo di queste attività è offrire supporto informativo ai cittadini stranieri, aiutandoli a comprendere il funzionamento del sistema lavorativo italiano. Gli incontri informativi trattano aspetti pratici legati al lavoro: lettura e analisi dei contratti, modalità di pagamento, diritti e doveri dei lavoratori, sicurezza sul lavoro.
L’intento è fornire ai beneficiari gli strumenti per orientarsi nel mondo del lavoro e difendersi da situazioni di sfruttamento.

• Rete territoriale e antenne locali

Elemento centrale del progetto è la creazione di una rete territoriale composta da enti pubblici e privati. Tra i principali attori figurano il Centro per l’Impiego provinciale, la CGIL, l’Ispettorato del Lavoro, i Servizi Sociali e gli enti formativi.
Sono stati istituiti tavoli di confronto istituzionali che coinvolgono anche la Prefettura e le Forze dell’Ordine, con l’obiettivo di rendere efficace il sistema di contrasto al lavoro irregolare.
Questa rete consente di monitorare il fenomeno, individuare situazioni di sfruttamento e garantire ai beneficiari il supporto necessario per regolarizzare la loro posizione lavorativa.

• Tirocini e inserimenti lavorativi

Di grande rilievo è l’attivazione di percorsi di inserimento lavorativo per cittadini stranieri (ad esempio lo sportello di Domodossola ha attivato due percorsi: un PASS – percorso di accompagnamento sociale – e un tirocinio).
I tirocini offrono esperienze pratiche che aiutano i partecipanti a sviluppare competenze professionali, costruire una rete di contatti e aumentare le possibilità di un’assunzione regolare. Inoltre, consentono loro di sperimentare cosa significa avere un lavoro dignitoso e sicuro.

Il lavoro multi-agenzia e la presa in carico integrata

L’esperienza del progetto Common Ground mette in evidenza il valore del lavoro multi-agenzia, ossia la collaborazione strutturata e coordinata tra enti pubblici, privati, sindacati e organizzazioni del terzo settore.
Questa modalità di lavoro consente una presa in carico integrata delle situazioni complesse che si presentano agli sportelli. In questo contesto, il lavoro di rete non è solo una buona prassi, ma una vera e propria necessità.

La costruzione di reti territoriali solide e operative ha reso possibili interventi efficaci e personalizzati, in grado di rispondere alla complessità vissuta dai cittadini stranieri. Solo grazie a una cooperazione strutturata tra i vari attori è possibile realizzare percorsi concreti di emersione dal lavoro irregolare e di inclusione sociale e lavorativa.

Il lavoro di rete rappresenta, dunque, una strategia imprescindibile per garantire dignità, tutela e opportunità reali a chi vive situazioni di fragilità.

Per approfondire scarica il depliant di progetto (clicca qui)