Magazine Alternativa A Numero 1
Anno 2025
La scelta di un percorso di studi in campo sociale
25 Marzo 2025

La volontà di intraprendere questo percorso di studi è maturata durante la scuola superiore. Ricordo che già in quegli anni mi affascinava chi lavorava per la cura dell’altro e io, nel mio piccolo, nel relazionarmi con le persone mi sono sempre sentita predisposta all’ascolto.

Allo stesso tempo, in casa, il tema della salute mentale è sempre stato presente in quanto ambiente lavorativo di mia madre. Questo ha fatto sì che non mi influenzassero stereotipi, purtroppo ancora oggi presenti, rispetto al paziente psichiatrico e al ricorso all’aiuto psicologico.

Interrogandomi sulla scelta universitaria da intraprendere, non nego di aver avuto timori e paure di sbagliare percorso. Sentivo quel momento come decisivo per la mia vita ma, a diciannove anni, non mi sentivo io stessa così definita da poter effettivamente sapere con certezza che cosa volevo per il mio futuro.

Fondamentale, a oggi, credo sia stato anche il percorso di psicoterapia che svolgevo in quel periodo a far sì che poi la facoltà di psicologia fosse l’unica che effettivamente sentivo davvero mia. L’aver provato sulla mia pelle quanto concretamente potesse essere d’aiuto la figura dello psicologo mi ha totalmente convito a intraprendere quella strada.

Durante l’università ho trovato ulteriore conferma grazie ai tirocini svolti: non avevo mai provato direttamente quanta soddisfazione e appagamento potesse dare il relazionarsi con i pazienti, quale privilegio potesse essere entrare a contatto con le loro fragilità e quanto la relazione potesse essere effettivamente terapeutica.

Ogni giorno ti trovi a mettere in campo le tue competenze affinché la persona che ti chiede aiuto possa migliorare la sua qualità di vita e vedere che, a piccoli passi, questo accade ti fa capire quanto gli sforzi fatti durante gli anni di studi con il tempo ripagano.

L’idea di poter essere un supporto, di aiutare i giovani e gli adulti a ritrovare un po’ di serenità dentro la loro vita, di fargli scoprire risorse che nemmeno loro pensavano di possedere, attraverso un rapporto fondato sull’ascolto e l’empatia, è di per sé la mia motivazione più grande.

Viviamo in una società dove tutto scorre veloce, ci viene richiesto un ritmo che non sempre è facile mantenere, che porta sempre più persone a non sentirsi mai abbastanza e a trovarsi in costante affanno per raggiungere obiettivi che, spesso, non sentono nemmeno propri, ma che sono indirettamente imposti dal mondo attuale.

Oggi gli adolescenti e i giovani adulti si ritrovano a dover soddisfare aspettative sempre più alte, a scuola, ma talvolta anche in famiglia e questo porta a una pressione che può risultare difficile da gestire. Ciò che ne consegue sono numeri sempre più alti di casi di depressione, disturbo d’ansia e purtroppo, come capita di sentire, agiti anticonservativi.

L’augurio che da professionista mi viene da fare è che ci sia sempre più attenzione e sensibilizzazione a quanto è importante prendersi cura anche di quella parte invisibile che è la nostra psiche. Sottolineare sempre, per quanto può sembrare banale dirlo, che la salute mentale merita cura e attenzione tanto quella fisica.

Mi sento gratificata di poter far parte di un gruppo di professionisti clinici che agisce in favore di questo, che guarda dentro la persona e non fuori, che, in una società così giudicante e prestazionale, concede uno spazio per fermarsi a respirare ed entrare in contatto con il proprio mondo interno.

L’obiettivo che mi pongo per il futuro è quello di ampliare le mie conoscenze, così da poter dare supporto in maniera sempre più ampia e completa al paziente, e iniziare la specializzazione in psicoterapia in modo che, dal semplice supporto psicologico, si possa effettivamente passare alla psicoterapia.

A oggi però, ringrazio quella me diciannovenne per aver creduto di potercela fare e aver iniziato un percorso che, senza saperlo, le ha fatto scoprire anche molto di sé. La ringrazio perché credo che non ci sia niente di meglio che esercitare una professione che, per quanto faticosa, ti faccia sentire soddisfatta, felice e fiera di te.