Riconoscere questi segnali e agire per proteggere sé stessi è essenziale per evitare di rimanere intrappolati in una relazione abusiva
Nel contesto delle relazioni intime, la violenza contro la donna, sia quella fisica che psicologica, può essere difficile da riconoscere quando ancora è in fase embrionale. Può presentarsi in modo subdolo e, soprattutto all’inizio, in sordina tanto da essere sottovalutata. Tuttavia, è fondamentale riconoscere i segni di allerta prima che sfoci in veri e propri reati come i maltrattamenti in famiglia, le lesioni gravi o, nel peggiore dei casi, il femminicidio.
Le forme della violenza
- La violenza fisica è forse la forma di violenza più semplice da riconoscere. Comprende agiti quali spingere, mordere, strattonare, tirare calci, pugni o schiaffi, causare bruciature di sigarette, rompere o lanciare oggetti vicino alla donna, strappare i capelli, minacciare con un’arma, tentare di strangolare, bloccare fisicamente impedendo movimenti, tenere forzatamente svegli, privare di cure mediche.
- Gli agiti della violenza psicologica sono spesso più subdoli e meno espliciti e possiamo raccoglierli in quattro sottocategorie:
- 1. L’ISOLAMENTO: isolare la donna impedendole di uscire, di andare al lavoro, di incontrare amici o famigliari, rendendola così di fatto legata a doppio filo al maltrattante, dal quale si trova a dipendere per non rimanere sola.
- 2. Il CONTROLLO: quel comportamento del partner che tende a imporre alla donna come vestirsi o pettinarsi, che la segue, la spia o si arrabbia se parla con un altro uomo. Implica il colpevolizzare la donna, manifestare gelosia estrema e possessività, spesso con l’accusa di infedeltà.
- 3. La SVALUTAZIONE: comprende le umiliazioni, offese e denigrazioni anche in pubblico, le critiche per l’aspetto esteriore e per come la donna si occupa di casa e figli.
- 4. Le INTIMIDAZIONI: spaventare con gesti, sguardi e parole; minacciare di violenza o di morte; sono veri e propri ricatti, minacce di distruggere oggetti della donna, di fare del male ai figli, alle persone care o agli animali, nonché la minaccia di suicidio.
- I segnali della violenza economica: negare o limitare l’accesso alle finanze familiari; ostacolare o vietare alla donna di lavorare fuori casa o appropriarsi dei suoi guadagni o dei suoi risparmi; indebitare e attuare a proprio vantaggio e a svantaggio della donna ogni forma di tutela giuridica (ad esempio, intestazione di immobili); sfruttare la donna come forza lavoro nell’azienda familiare negandole una retribuzione; non adempiere ai doveri di mantenimento stabiliti dalla legge.
- È violenza sessuale: costringere al rapporto sessuale o imporre pratiche indesiderate con la forza o mediante minacce o ricatti; costringere ad utilizzare materiale pornografico o ad avere rapporti in presenza di altre persone. L’assenza di resistenza da parte della donna NON ESCLUDE CHE SI TRATTI DI VIOLENZA.
Non è necessario che tutti i segni siano presenti per definire un comportamento come violento. Riconoscere questi segnali e agire per proteggere sé stessi è essenziale per evitare di rimanere intrappolati in una relazione abusiva.
Il primo passo per sostenere e aiutare una donna vittima di violenza è prestare attenzione e riconoscere i segnali di una situazione di abuso.
I principali campanelli d’allarme vengono proprio da lei: esistono, infatti, degli indicatori psicologici, comportamentali e fisici che si possono riscontrare nelle donne che subiscono violenza.
- Segnali psicologici: la vittima manifesta stati – apparentemente ingiustificati – di paura, ansia, depressione, attacchi di panico, perdita di fiducia, senso di colpa.
- Segnali comportamentali: la vittima si isola e si chiude in se stessa, capita spesso che sia in ritardo o assente da lavoro o da scuola, è agitata quando è lontana da casa per troppo tempo e fornisce spiegazioni e giustificazioni non sempre congruenti (per esempio, in presenza di danni da percosse).
- Segnali fisici: la vittima presenta lividi, bruciature, fratture o altri segni di traumi fisici.
Come chiedere aiuto in caso di violenza?
Se riconosci uno o più di questi segnali nella tua relazione e non riesci a uscirne da sola, è importante cercare aiuto. I Centri antiviolenza offrono supporto e consulenza e possono essere un primo passo fondamentale verso la libertà da una relazione abusiva.
Anche sul nostro territorio esiste un Centro Antiviolenza a cui puoi accedere chiamando il numero nazionale 1522 o direttamente il numero 335 6978767 a cui rispondono le operatrici del Servizio Giù le Mani della Cooperativa La Bitta.
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