“I Sacri monti sono luoghi unici e di straordinario fascino, incastonati in scenari naturalistici incantevoli, in posizioni mozzafiato a dominio di valli, laghi, pianure e paesaggi collinari che si susseguono a perdita d’occhio. Quando si sale a un Sacro Monte, si perde la cognizione del tempo e, giunti alla fine del percorso di visita alle cappelle, si comprende che la scelta del luogo non è casuale, ma il legame spirituale che l’uomo ha stretto con la sua maestosa natura si tramanda da millenni.”
Così inizia la “Guida ai Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco”, libro del quale Francesca Giordano è autrice ed editrice.
Sacri Monti che sono pregevoli testimonianze architettoniche, scultoree e pittoriche, nate dalla devozione di un passato che risale alla seconda metà del 1400.
Il fenomeno ha origine con la fondazione del Sacro Monte di Varallo in Valsesia, nel 1486, da parte del frate francescano Bernardino Caimi. Un’idea rivoluzionaria quella di ricreare in Italia i Luoghi Santi di Gerusalemme, un’alternativa a viaggi lunghi e pericolosi in Terra Santa, per poter vivere un’esperienza spirituale analoga. Il fenomeno si espande successivamente, tra la fine del ‘500 e il ‘600, anche per merito del sostegno dell’arcivescovo di Milano, Carlo Borromeo, con la realizzazione dei complessi di Orta, Crea, Varese e Oropa, Belmonte, Domodossola, Ghiffa, situati nei territori delle Alpi e delle Prealpi nord-occidentali.
Nascono così questi “teatri montani” che, grazie all’immediatezza del messaggio religioso e visivo che trasmettono, attirano molti fedeli. Sono complessi devozionali solitamente immersi in ambienti naturali di grande fascino, all’interno di boschi e di contesti paesaggistici, tutti elementi che compongono una scenografia spettacolare. Le cappelle raccontano non solo scene ed episodi della vita e della passione di Cristo, ma anche le vite di Maria e dei Santi a una popolazione allora in gran parte analfabeta. I complessi architettonici, gli affreschi realistici e l’insieme delle statue policrome al loro interno sono spesso di pregevole fattura artistica, realizzate e decorate dai migliori artisti dell’epoca.
I Sacri Monti erano e sono luoghi importanti non solo per il visitatore animato dalla fede, ma anche per un pubblico più vasto ed eterogeneo, attratto dalla bellezza del patrimonio artistico e dal significato storico che essi conservano.
Evolutasi nel corso dei secoli, la gestione dei Sacri Monti, da religiosa e comunitaria è diventata pubblica e istituzionale.
Fino al 1800 la gestione fu affidata a ordini religiosi, quali i Francescani e i Cappuccini, i Canonici Lateranensi e congregazioni specifiche come i Rosminiani, in collaborazione con le comunità locali. Le Fabbricerie invece, enti laici o misti, composti da membri della comunità e delegati vescovili, coordinavano i lavori di costruzione, la raccolta di fondi e la manutenzione tecnica. La supervisione spirituale e artistica veniva esercitata dall’autorità vescovile.
Tra il 1800 e il 1900, con la soppressione di molti ordini religiosi, i Sacri Monti furono affidati a privati o destinati a usi militari (quello di Domodossola fu adibito a caserma durante l’epoca napoleonica, a seguito della cacciata dei frati cappuccini).
Con la Restaurazione, molti Sacri Monti tornarono sotto il controllo delle Diocesi o vennero acquisiti dai Comuni perché fossero risparmiati dal degrado.
Ai giorni nostri, grazie all’istituzione delle aree protette nelle quali alcuni sono collocati, e al riconoscimento UNESCO, la gestione è diventata pubblica e coordinata.
Dal 2003 infatti nove complessi in Italia sono stati riconosciuti Patrimonio dell’Umanità UNESCO e dal 2015 quelli piemontesi vengono amministrati dall’Ente di Gestione dei Sacri Monti.
I Sacri Monti, unitamente ai valori che esprimono, vengono tutelati, conservati e valorizzati dall’Ente di Gestione, che assicura inoltre la cura ambientale delle riserve speciali, il coordinamento dei progetti di restauro e di promozione culturale. Missione dell’Ente è dunque mantenere vivo e attuale il dialogo tra fede, arte e paesaggio, in partnership con amministrazioni pubbliche, diocesi e comunità religiose.
Negli ultimi anni, infatti, l’Ente ha avviato iniziative mirate alla fruizione sostenibile dei percorsi sacri, alla digitalizzazione degli archivi artistici e alla diffusione della conoscenza dei Sacri Monti tra i giovani. In tal modo ora i Sacri Monti vengono vissuti come spazi aperti, mete di pellegrini e di flussi turistici religiosi e culturali, luoghi di confronto interreligioso, di ricerche e di convegni.
Sotto la guida di Francesca Giordano, con l’adozione di un modello vincente di governance partecipata, i Sacri Monti hanno consolidato la propria identità di sistema, presentandosi come spazi di fede, di cultura, di turismo e memoria condivisa, testimonianze della continuità di un impegno che coniuga tutela, sostenibilità, promozione del territorio.
Sarà proprio Francesca Giordano, Presidente dell’Ente di Gestione dei Sacri Monti dal 2022, riconfermata nell’ottobre del 2025 per il prossimo quinquennio, a raccontarcene l’evoluzione più recente.
Il compito di intervistarla affidatomi dalla redazione è stato per me un piacere inatteso… (entrambe novaresi e legate da una lunga conoscenza), perché Francesca oltre che una studiosa, è una donna di grande simpatia e generosità.
Laura Luisi – Buongiorno Francesca, rifacendomi ad alcuni eventi recenti ospitati nel Verbano Cusio Ossola e nel Novarese, che hanno celebrato i Sacri Monti, e mi riferisco al Festival francescano – ottobre 2025 – Sacro Monte di Orta; al convegno “Sacri Monti, patrimonio UNESCO di frontiera” – settembre 2025 – Domodossola, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario dell’Expo Italo-Svizzera; e per ultimo alla terza edizione del Festival “Sacre Selve. Cultura, Natura, Spiritualità” – settembre 2025 -Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa, puoi parlarci dei rispettivi contenuti e significati, delle possibilità e prospettive future?
Francesca Giordano – Il Festival francescano, organizzato presso il Sacro Monte di Orta dal 3 al 5 ottobre 2025, ha ospitato la prima edizione di “Visioni di un futuro possibile”, dedicata ai temi della pace, dell’ambiente e della comunità, ispirandosi al messaggio di San Francesco d’Assisi. La manifestazione, promossa dall’Ente di gestione dei Sacri Monti e dai Frati Minori del convento del Monte Mesma, con il sostegno della Fondazione Comunità Novarese (in FCN, il Fondo per il Restauro del Sacro Monte di Orta nasce proprio dalla consapevolezza della necessità di coinvolgere la comunità locale nella cura del complesso), ha valorizzato molto e con successo la parte religiosa, puntando sull’universalità dei valori francescani. Lo scopo è stato quello di coinvolgere le comunità religiose di riferimento nel cambiare l’approccio tra questi stessi luoghi e la realtà quotidiana. Sacri Monti dunque, non più luoghi di preghiera, oggi, ma di vita. Il festival, con la presenza di circa 2000 presenze, conclusosi con la marcia della pace, dal Monte Mesma al Sacro Monte di Orta, verrà ripetuto nel 2026, dichiarato dal Papa anno giubilare di San Francesco.
Il convegno “Sacri Monti, patrimonio UNESCO di frontiera”, organizzato dalla Fondazione Ruminelli di Domodossola, e tenutosi il 16 settembre 2025, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario dell’Expo Italo-Svizzera, dal 12 al 21 settembre 2025, ha trattato e approfondito le speciali peculiarità dei Sacri Monti, mettendo in evidenza la loro unicità come luoghi di fede, arte, cultura e natura, con attenzione particolare al ruolo di “patrimonio di frontiera”. Nell’affrontare le sfide relative alla loro tutela è stato ribadito il ruolo centrale delle comunità locali per garantirne la vitalità e la trasmissione alle generazioni future.
Per quanto riguarda il Festival “Sacre Selve”, nato nel 2023 presso la Riserva Speciale del Sacro Monte della SS. Trinità di Ghiffa, organizzato dal comitato consultivo dello stesso Sacro Monte in collaborazione con il comune, si è deciso di rendere stabile questa manifestazione che, per la sua specificità e ricchezza, è diventata un punto di riferimento e un evento che cresce di anno in anno. Il festival, realizzato in collaborazione con i Parchi della Val Grande e del Ticino, rappresenta ormai un evento di grande interesse, grazie alla partecipazione di relatori illustri, che hanno parlato della ricchezza botanica e faunistica dell’ambiente, dei cambiamenti climatici, oltre che di storia e arte. Sono esperienze entusiasmanti che meritano di diventare appuntamenti fissi.
Laura Luisi – Quali sono gli organi di governo dell’Ente e quali le rispettive funzioni? Quali sono invece i rapporti di collaborazione e con quali soggetti del territorio? Quali i vostri partner e/o finanziatori?
Francesca Giordano – Gli organi politici sono costituiti dal Consiglio e dal Presidente. Il Consiglio è composto da due persone in rappresentanza di ogni Sacro Monte, rispettivamente designate dalle amministrazioni comunali e da quelle religiose dei siti di riferimento. Precisamente a Domodossola dai rosminiani, a Orta dai francescani, mentre a Ghiffa e a Varallo Sesia le designazioni sono di competenza della Diocesi di Novara. Vicepresidente è Maurizio De Paoli.
Inoltre, per quanto riguarda Domodossola, altra carica significativa, seppure con solo potere consultivo, spetta ad Antonio Pagani, in qualità di vicepresidente del Consorzio per il restauro della Via Crucis nel Sacro Monte Calvario di Domodossola, Consorzio costituitosi per la raccolta dei necessari finanziamenti. Nominato nel consiglio dei Sacri Monti del Verbano Cusio Ossola e confermato dalla Regione Piemonte, Pagani collabora con l’Ente di Gestione per quanto riguarda, il restauro e la promozione dei siti, e di eventi culturali presso il Calvario di Domodossola.
Negli ultimi 3 anni, nel complesso del Sacro Monte Calvario di Domodossola abbiamo partecipato a bandi di fondazione Cariplo e al PNRR realizzando opere di restauro e manutenzione per un valore di circa 500.000 euro sulle cappelle 9 e 10 e finanziato in parte, insieme al Comune che lo ha messo a terra, il sistema di illuminazione, anche con il sostegno del Consorzio.
Dopo una passata campagna di restauri e riqualificazione dei parchi e dei giardini, ci siamo impegnati a curarne anche la valorizzazione e promozione. Sono numerosi i progetti sui quali stiamo lavorando, grazie ai finanziamenti di bandi con Fondazioni Cariplo e Compagnia di San Paolo, grazie ai fondi ministeriali come il PNRR e altri, insieme a fondazioni comunitarie del territorio come quella novarese e del VCO, o private come Fondazione Cavaliere Antonio Giacomini.
Laura Luisi – I Sacri Monti sono “monumenti” che richiedono manutenzione continua. Come e da chi vengono valutate le priorità di restauro?
Francesca Giordano – È l’Ente stesso che decide le priorità … Un restauro comporta la presenza costante di tecnici, maestranze e artigiani competenti. La manutenzione programmata permette di prevenire danni importanti in edifici isolati, situati in ambienti prealpini dalla struttura antica, esposti ad agenti atmosferici difficili (ne è un esempio il Santuario di Oropa, a 1200 metri di quota, particolarmente fragile). Ditte artigiane che lavorano in questo settore ci sono, ma sono poche: per questo è difficile reperire le maestranze competenti.
Dalla necessità di formare un nucleo di artigiani e riattivare un circuito di maestranze, divenute sempre più rare, ha preso vita l’ultimo progetto europeo Interreg (marzo 2019 – maggio 2022), che coinvolge molte realtà accademiche e produttive tra Piemonte e Canton Ticino. I fondi europei hanno permesso di mettere in contatto il mondo universitario con il territorio e la realtà pratica del cantiere: sui Sacri Monti di Orta, Varallo e Ghiffa saranno a breve avviati una decina di cantieri sperimentali didattici per formare le maestranze e coniugare diagnostica avanzata, soluzioni tecniche innovative e tradizione. Consapevolezza e conoscenza del proprio patrimonio possono diventare motore, in queste valli, per generare un circuito economico, virtuoso e un turismo che superi i confini locali.
Laura Luisi – Quando è iniziato il percorso di evoluzione dei Sacri Monti, da luoghi dello spirito a laboratori culturali, e come si è sviluppato?
Francesca Giordano – Da quando è diminuita la frequentazione delle chiese, diventando un fenomeno graduale che ha accelerato la distanza del religioso dalla vita quotidiana. Bisogna capire prima di tutto cos’erano i Sacri Monti alla loro nascita: cioè erano unicamente luoghi di pellegrinaggio. Se andiamo indietro nella storia, ai primi del Cinquecento (a Varallo), il Francescano accompagnava i pellegrini all’interno delle cappelle, illustrava le scene probabilmente anche con l’ausilio di candele o torce quando l’illuminazione naturale non era sufficiente, creando suggestioni alle quali i fedeli non potevano sottrarsi. Fedeli che entravano e si trovavano in Terra santa, nella tridimensionalità di affreschi, statue di terracotta a misura di uomo, colorate e cariche di espressione, tanto da immedesimarsi loro stessi nella passione di Cristo!
Soltanto con la Controriforma nelle cappelle sono state installate le inferriate perché, come nelle chiese, lo spazio sacro doveva essere precluso ai fedeli. Ma i Sacri monti, in quanto mete di pellegrinaggi, erano e sono anche paesaggio, boschi, natura e arte. E se oggi si è perso il contatto con la religione, tuttavia non si possono ignorare né trascurare i beni e il valore simbolico di questi luoghi che, dopo il declino vissuto dai Sacri Monti nel corso di alcuni decenni del 1900, oggi sono oggetto di programmi condivisi di tutela e valorizzazione.
Laura Luisi – Quali sono attualmente i più numerosi fruitori dei Sacri Monti?
Francesca Giordano – I visitatori più numerosi sono i camminatori, coloro che apprezzano l’outdoor e i percorsi lenti, e sono gli stessi che solitamente vanno a vedere i musei nelle città. Questi visitatori, spesso non appartenenti a gruppi organizzati, apprezzano la bellezza dei giardini e delle cappelle, ma non percepiscono a fondo il significato dei luoghi. Abbiamo notato che molti sono stranieri e vengono perché attirati dal sito Unesco. Orientare i turisti verso il significato originario del sito specifico e verso la storia degli altri Sacri Monti che gestiamo, accende la loro curiosità e li immerge in un’esperienza del tutto nuova.
Laura Luisi – Quali progetti digitali sono stati realizzati e quali sono in programma per migliorare l’esperienza e l’accessibilità ai diversi siti?
Francesca Giordano – È stata realizzata una guida personalizzata che permette ai visitatori di comprendere meglio il contesto storico e spirituale dei siti, arricchendo la loro esperienza complessiva. Realizzata all’interno dell’applicazione “appsacrimonti”, la guida accompagna alla visita dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, tramite percorsi interattivi multimediali. Durante il percorso, è possibile spostarsi virtualmente da un punto all’altro, leggendo descrizioni e approfondimenti che permettono di scoprire dettagli particolari e sorprendenti, e vivere un’esperienza immersiva. Poco pubblicizzata per carenza di fondi, vorremmo promuovere la guida soprattutto nelle scuole, e innovare inoltre l’interfaccia del sito dell’Ente, per renderne più facile la consultazione.
Laura Luisi – Come è possibile coinvolgere le Comunità locali (associazioni, scuole, volontari), nella vita dei Sacri Monti?
Francesca Giordano – Caratteristica essenziale dei Sacri Monti è quella di conservare legami non solo con il suo contesto naturale, ma anche con le comunità umane limitrofe. Uno degli obiettivi del mio mandato è stato quello di coinvolgere altri soggetti del territorio. I Sacri Monti attirano turisti da tutto il mondo, soprattutto grazie al riconoscimento di “Patrimonio Unesco”, ma non sempre sono pienamente conosciuti nelle nostre stesse zone.
Pertanto è indispensabile fare rete con le realtà territoriali e con le scuole, affinché tutti siano consapevoli del patrimonio storico-artistico disponibile a due passi da casa e si sentano partecipi nel percorso di riqualificazione che stiamo portando avanti. Un programma mirato al miglioramento dell’accoglienza, con ideazione di mostre, progetti didattici per i ragazzi, iniziative ed eventi per rendere il Sacro Monte un luogo vissuto e frequentato tutto l’anno.
Laura Luisi – Ringrazio Francesca Giordano per la passione che mette nel suo lavoro e nel racconto che ne ha fatto. È come se ci avesse aperto il sipario di quei grandi “teatri montani” che sono i Sacri Monti, svelandocene i retroscena, le scenografie e gli attori …Passione che si unisce alla tenacia, quando il suo lavoro è il presidio di una realtà unica e complessa, ma sfortunatamente fragile, che richiede attenzione costante per superare stati di emergenza, per proteggere il delicato patrimonio artistico dalle piogge, dall’umidità e dal clima invernale, per tutelare la ricchezza arborea dalla sua stessa crescita, in sintesi per mantenere quel difficile equilibrio tra natura e architettura che caratterizza questi luoghi sacri.

Con un’esperienza pluridecennale nell’ambito editoriale, Francesca Giordano opera a Novara come editor e curatrice attraverso Booksystem, realtà nata come studio editoriale e divenuta casa editrice nel 2019. Nel corso degli anni ha collaborato con importanti editori italiani, tra cui De Agostini, Touring Club Italiano e Libreria Geografica, lavorando a guide, volumi divulgativi su scienza e natura, e libri illustrati. Come editrice e autrice ha orientato l’attività di Booksystem verso la valorizzazione dell’Alto Piemonte (province di Novara, Verbano Cusio Ossola, Vercelli e Biella), con particolare attenzione alla storia dell’arte, ai paesaggi culturali e ai sistemi territoriali. Ha pubblicato opere come la “Guida ai Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia”, la “Guida di Novara” e la collana “Nuove ricerche di storia dell’arte del Novarese”. Tra le pubblicazioni del 2025 figurano due volumi che affrontano tematiche da punti di vista differenti (artistico-scientifico e divulgativo), con approfondimenti specifici dedicati all’Alto Piemonte: uno sulla famiglia Cagnola, bottega di pittori attiva tra XV e XVI secolo nel Novarese, in Ossola e in Valsesia, autrice di importanti cicli di affreschi in chiese e oratori, e l’altro, dal titolo “Arte, Artigianato e Paesaggio. Un viaggio nel cuore del Piemonte Orientale”, volume illustrato realizzato in collaborazione con Confartigianato, che propone un percorso tra paesaggi, opere d’arte, eccellenze artigiane e gastronomiche del territorio. Dal 2022 Francesca Giordano, è presidente dell’Ente di Gestione dei Sacri Monti della Regione Piemonte, che si occupa della tutela, conservazione e valorizzazione dei sette Sacri Monti piemontesi Patrimonio UNESCO: Varallo, Orta, Domodossola, Ghiffa, Oropa, Crea e Belmonte.
Nella foto: La deposizione di Mauro Martinengo