Magazine Alternativa A Numero 2
Anno 2026
Com’è cambiato il modo di abitare le nostre case?
9 Giugno 2026

Il punto di vista dell’architetto

Com’è cambiato il modo di abitare le nostre case negli ultimi anni: l’argomento è vasto, ma cercherò di essere concreta, basandomi su alcune recenti esperienze professionali.

Semplificando, suddividerei l’argomento in sette paragrafi: sostenibilità, funzionalità, adattabilità, rapporto con la natura, contemporaneità, condivisione, problema dei rincari.

Sostenibilità.

In architettura intendiamo con sostenibilità il termine che individua tecniche adeguate a progettare e costruire in modo da limitare l’impatto ambientale mediante l’utilizzo di materiali appropriati che consentano anche un considerevole risparmio energetico.

Un esempio comune è l’uso di serramenti performanti, di isolamenti in fibre naturali, di schermature solari, di pannelli fotovoltaici, per l’utilizzo dei quali gli incentivi economici determinano un valido aiuto per chi si appresta a costruire o a ristrutturare la propria abitazione.

Infatti, il problema economico non è da trascurare, visto che i nuovi materiali sono piuttosto costosi e, quindi, non facilmente accessibili a chiunque.

Il cambiamento in positivo nell’abitare è determinato proprio dal comfort derivante dall’uso corretto delle nuove tecnologie e dei materiali evoluti; lo spazio di qualità genera così un modo di vivere la propria casa come un rifugio dove vivere in armonia con se stessi e con gli altri.

Funzionalità.

Credo che l’esperienza del Covid abbia modificato radicalmente molti nostri comportamenti; in particolare, nel mondo del lavoro, l’inserimento dello smart working ha determinato inevitabilmente una notevole necessità di flessibilità degli spazi abitativi e di un’adeguata connessione digitale.

Vari studi compiuti dopo la pandemia confermano che la tendenza dello svolgimento del lavoro da remoto è in continua ascesa; da ciò deriva l’organizzazione degli spazi abitativi in modo versatile per adattarsi alle molteplici attività che si succedono durante la giornata.

La richiesta è sempre di più volta ad ottenere spazi trasformabili, molto diversi dai rigidi schemi che si usavano una volta, dove la successione di stanze adibite a soggiorno, cucina e camera da letto produceva abitazioni schematiche e poco funzionali.

Le persone desiderano ambienti polifunzionali semplici, ampi e luminosi e comunque ben studiati, dove ognuno possa svolgere la propria attività senza disturbare gli altri familiari, spesso compartimentando le diverse aree con mobili modulari e componibili.

Adattabilità.

Nella consapevolezza che siamo un paese di anziani, non si può prescindere dal fatto che nel costruire bisogna tenere conto delle esigenze di quelle persone ancora in grado di abitare in modo indipendente e che desiderano vivere in piena autonomia, ma con la tranquillità di avere assistenza disponibile in caso di bisogno nel futuro.

In tal senso sono vari gli accorgimenti utili per adattare l’abitazione ai cambiamenti richiesti dalle persone anziane per poter continuare a gestire la propria quotidianità con libertà, all’interno di un contesto protetto e accessibile.

Diventano indispensabili spazi comodi e opportunamente dimensionati in modo tale da poter essere eventualmente usufruiti anche da persone in difficoltà.

Inevitabile, per esempio, è una camera con bagno a disposizione per l’eventuale aiuto familiare e assistenziale, oltre ad ambienti più ampi per potersi muovere in autonomia anche con ausili per la deambulazione.

Rapporto con la natura.

Sempre più spesso le persone cercano una casa confortevole, luminosa e con spazi all’aperto attrezzati, sia giardini, sia terrazzi, indipendentemente dalle dimensioni che determinano ovviamente la differenza di costo, ma che diano la possibilità di poter godere maggiormente del benessere che deriva dal dialogo diretto con la natura.

L’attrattività delle nostre zone, specialmente per chi arriva dalle città come Milano, è innegabile.

Il Lago Maggiore visto come “giardino di Milano” è realtà e chi acquista proprietà dalle nostre parti cerca proprio un modo di vivere più equilibrato e vicino alla natura.

Il modo di costruire si adatta, quindi, utilizzando materiali legati al luogo, come legno e pietra, e ricercando un rapporto stretto con la natura, attraverso, per esempio, ampie vetrate, parapetti in vetro e la realizzazione di terrazzi versatili, piscine, pergolati, giardini e corti che si trasformano in vere estensioni della casa.

Contemporaneità.

Nel corso degli anni, anche l’aspetto architettonico è mutato: da una parte la ricerca di spazi ampi e funzionali si accosta a scelte geometriche semplici e lineari che si inseriscono armonicamente nell’ambiente naturale; dall’altro il recupero di edifici tipici del lago mette in evidenza la volontà di conservare la nostra tradizione valorizzando particolari, che altrimenti andrebbero persi, rivisti e inseriti in modo inedito accostando il “vecchio” col “nuovo” in contrapposizione e in dialogo continuo tra di loro.

Gli interni diventano essenziali ma accoglienti, con una forte attenzione al comfort e al benessere; i materiali sono sempre più raffinati, ma anche più costosi e, perciò, utilizzabili soltanto da alcune fasce di utilizzatori.

Il problema dei rincari.

Negli ultimi anni, a causa del Covid prima e delle guerre ora, stiamo assistendo ad un considerevole aumento dei prezzi delle materie prime di costruzione che determina un elevato valore finale degli immobili, sempre più difficilmente accessibili per le famiglie che, di conseguenza, si vedono costrette ad orientarsi verso alloggi da affittare.

Anche in questo caso, però, la domanda è alta e l’offerta scarsa poiché i proprietari delle abitazioni, poco tutelati normativamente in caso di inquilini morosi, scelgono il mercato degli affitti brevi, determinando così un innalzamento dei canoni di locazione tradizionali.

Ultimamente questa tendenza sta rallentando poiché, con l’aumento dei costi di gestione, diminuiscono anche i margini di guadagno. 

Tra i più colpiti da questa crisi abitativa sono le famiglie a basso reddito e i migranti, ma anche le persone con disabilità e, in modo particolare, i giovani.

Quale può essere la soluzione?

Sicuramente la riconversione di edifici di dimensioni consistenti che possono essere ristrutturati e suddivisi in alloggi di metrature varie e ridotte da mettere sul mercato degli affitti a canone accessibile.

Specialmente nelle città, si stanno sperimentando nuove formule innovative come l’abitare in condivisione, sia per i giovani, sia per gli anziani, che diventano esperienza di vita positiva e arricchente, un valore aggiunto che favorisce l’interscambio culturale tra abitanti di diverse nazionalità e con interessi diversi e che determina la nascita di relazioni tra diverse generazioni e con esigenze integrabili.

Tutto questo comporta necessariamente una trasformazione degli spazi abitativi che, con flessibilità e multifunzionalità, devono integrare spazi più privati con spazi più aperti di socializzazione.

Il Parlamento europeo e la Banca europea stanno predisponendo alcune proposte che riguardano il finanziamento di progetti di nuove abitazioni, la ristrutturazione degli immobili esistenti e la ricerca di nuovi materiali da costruzione.

Nel corso del 2026 dovrebbero attuarsi alcune azioni concrete attraverso nuove proposte e normative volte a ridurre l’impatto degli affitti brevi, accelerare e semplificare le licenze edilizie e di ristrutturazione, sbloccare gli investimenti sia pubblici che privati, affrontare il problema della carenza di manodopera nell’edilizia, incrementare la produttività e potenziare l’innovazione nel settore delle costruzioni.

Condivisione.

Profondamente convinta che la qualità urbana e architettonica delle città e degli edifici influisca positivamente sull’ambiente, sul paesaggio e sul benessere delle persone, credo sia importante divulgare la cultura della “buona architettura” anche organizzando incontri con architetti, di fama internazionale e non, all’interno di manifestazioni culturali invitando un pubblico più vasto e non di soli tecnici a partecipare.

L’intento dovrebbe essere quello di promuovere la cultura dell’architettura di qualità che si inserisce armonicamente nell’ambiente, utilizza tecnologie e materiali appropriati e migliora così la qualità della vita a livello sociale, economico e ambientale.

Le principali problematiche che emergono nei dibattiti sono le stesse che si riscontrano anche nello svolgimento della professione di tutti i giorni e, quindi, il confronto e la condivisione diventano basilari per lo sviluppo positivo di questo settore che si occupa dell’abitare.