Negli ultimi anni, il fenomeno della tratta di esseri umani ha rappresentato una delle sfide più complesse e delicate per le istituzioni e le organizzazioni che si occupano di tutela dei diritti e di prevenzione. Per rispondere a questa emergenza, la Regione Piemonte ha aperto una selezione per l’individuazione di un soggetto interessato a co-progettare e a gestire il Piano Regionale di Interventi contro la tratta “L’Anello Forte 6 – Rete Antitratta del Piemonte e della Valle d’Aosta” a valere sul Bando 7/2025 del Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Il numero 6 nel nome del progetto indica che il Ministero sta monitorando e contrastando il fenomeno della tratta e dello sfruttamento da anni, adeguando gli interventi ai nuovi fenomeni che emergono sul territorio, quali ad esempio la prostituzione indoor e la quasi completa scomparsa della prostituzione in strada, l’accattonaggio, lo sfruttamento lavorativo.
Il progetto, che durerà 16 mesi, dovrebbe partire nell’autunno 2025 dando continuità alle edizioni precedenti, mira a rafforzare le azioni di tutela, emersione e assistenza alle vittime di sfruttamento, con un’attenzione particolare ai richiedenti asilo, ai minori e alle vittime di sfruttamento indoor e lavorativo con particolare attenziona alla pratica dell’accattonaggio. L’obiettivo è creare un sistema integrato e capillare, capace di intercettare e aiutare chi si trova in situazioni di vulnerabilità, spesso invisibili.
Il cuore di questa iniziativa è una rete di oltre cento soggetti tra enti pubblici, associazioni e cooperative che operano in diverse province del Piemonte e della Valle d’Aosta. Per quanto riguarda il territorio del Vco, questo è parte del quadrante Piemonte Nord con Novara, Vercelli e Biella; i principali attori che lavorano in stretta collaborazione per offrire servizi di prima accoglienza, supporto legale, orientamento al lavoro e attività di prevenzione sono Liberazione e Speranza s.c.s. (LES) ente antitratta con sede a Novara, capofila della rete di quadrante, con Maria Cecilia, Gruppo Abele Verbania e La Bitta.
Il progetto prevede diverse azioni, tra cui:
Il progetto si inserisce in un quadro più ampio di iniziative di sistema, come il MAC 2 (Monitoraggio dei Confini), e attività di ricerca e sperimentazione di procedure operative per l’identificazione delle vittime. L’obiettivo è creare un sistema di intervento che sia efficace, tempestivo e sensibile alle diverse esigenze delle vittime.
L’Anello Forte rappresenta un passo importante nella lotta contro la tratta di esseri umani, unendo le forze di enti pubblici, associazioni e operatori specializzati.
Foto Freepik
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