Magazine Alternativa A Numero 1
Anno 2025
20 anni di attività per il Laboratorio FuoriOrario
25 Marzo 2025

FuoriOrario è un laboratorio protetto, cioè un luogo in cui persone con fragilità specifiche possono trovare uno spazio di accoglienza e realizzazione personale attraverso esperienze lavorative. L’attività principale del laboratorio consiste infatti nell’assemblaggio e confezionamento di articoli per conto di alcune aziende del Cusio e della provincia di Novara che operano principalmente nei settori della fornitura per la ristorazione e della termoidraulica. Le lavorazioni commissionate da queste ditte sono molto diversificate, e adatte alle differenti abilità manuali dei lavoratori coinvolti: si va dal semplice montaggio di guarnizioni su supporti al confezionamento di articoli destinati alla vendita, arrivando anche all’utilizzo di macchinari e attrezzature specifiche. In questo modo ognuna delle persone coinvolte ha la possibilità di essere parte attiva del gruppo di lavoro e di mettersi alla prova.

Presso FuoriOrario sono al momento avviati 28 inserimenti, con un impegno orario diverso a seconda del lavoratore, su una turnazione settimanale che può variare per meglio rispondere ai bisogni educativi. L’obiettivo comune a tutte le persone coinvolte dal progetto è la valorizzazione delle proprie capacità attraverso attività lavorative; a questo si affiancano degli obiettivi personalizzati legati all’acquisizione e al mantenimento delle competenze, alla preparazione per un impiego in contesti non protetti e alla ricerca di occasioni per la socializzazione.

I gruppi di lavoro sono sempre affiancati da due figure educative, che gestiscono una grande parte della quotidianità del laboratorio: programmazione e supervisione delle attività, controllo qualità delle lavorazioni, facilitazione nelle relazioni, supporto ai progetti educativi, gestione dei rapporti con le ditte clienti, gestione della logistica, collaborazione con i servizi nella valutazione e nella progettazione, ricerca di nuovi clienti, comunicazione, gestione delle situazioni di emergenza e molto altro.

Una preziosa risorsa per il laboratorio è la rete di volontari che orbita intorno a FuoriOrario, che offre da un lato un’ulteriore possibilità di socializzazione per i lavoratori e dall’altro un inestimabile aiuto nella realizzazione delle attività. Altrettanto importante è la collaborazione con gli altri laboratori protetti gestiti dalla cooperativa (Nazareth di Mergozzo e Legatoria di Domodossola), che consente un reciproco scambio di esperienze, buone pratiche e supporto nel gestire le lavorazioni più urgenti.

A margine delle attività più strettamente legate alla lavorazione per conto terzi, continua la produzione di oggettistica decorata con mosaici, seppure con volumi decisamente minori rispetto al passato.

Storia

Il laboratorio nasce in seguito ad un’importante opera di analisi dei bisogni della popolazione con disabilità, condotta dal Servizio Disabili del CISS Cusio: tra le esigenze riscontrate, emerge una particolare carenza di risposte relative alla sfera occupazionale e lavorativa. Per ovviare a questa mancanza, nel 2004 apre il Laboratorio FuoriOrario.

La prima sede del laboratorio viene messa a disposizione dal Comune di Omegna: nel locale di via De Angelis i primi 16 utenti avviano le attività di assemblaggio e confezionamento per conto di alcune ditte della zona del Cusio, affiancati da educatrici del CISS e operatrici della Cooperativa Il Sogno.

Nel corso degli anni si verificano numerosi cambiamenti: il laboratorio si apre anche ad altri servizi operativi sul territorio, in particolare il Dipartimento di Salute Mentale e il Servizio per le Dipendenze. La gestione quotidiana delle attività passa in toto nelle mani dell’equipe della Cooperativa con l’avvicendarsi di diversi operatori ed educatori, mentre la collaborazione con i servizi si sposta principalmente sul piano della progettazione e dell’osservazione degli inserimenti.

Per garantire una maggiore continuità anche in periodi più difficili dal punto di vista prettamente produttivo, dal 2011 prende vita il Progetto Mosaico, che vede coinvolti operatori e lavoratori in attività di formazione e realizzazione di oggettistica destinata alla vendita diretta. Nonostante nel tempo il progetto abbia assunto un ruolo sempre più marginale, nel 2021 tre persone, grazie all’esperienza acquisita, sono state coinvolte nella realizzazione di un mosaico lungo il torrente Nigoglia dedicato a Gianni Rodari e alla città di Omegna.

Nel 2013 la ditta Alessi mette a disposizione del CISS due ambienti all’interno del proprio stabilimento in via dei Mille in cui poter trasferire FuoriOrario. La nuova sede permette di allargare il progetto ad un maggiore numero di beneficiari, garantendo inoltre spazio sufficiente per aumentare le capacità produttive del laboratorio.

Nonostante varie difficoltà vissute nel corso degli anni, non ultima l’emergenza COVID del 2020 che ha reso necessaria una reimmaginazione degli spazi, delle modalità e dei gruppi di lavoro, FuoriOrario è sempre stato in grado di mantenere le proprie caratteristiche di spazio accogliente in cui le persone inserite possano trovare importanti possibilità di crescita e socializzazione. Il laboratorio negli anni più recenti ha vissuto un periodo di costante crescita, sia da un punto di vista produttivo sia di capitale umano.

Situazione attuale e sfide per il futuro

Al momento sono 28 le persone identificate dai servizi ed inserite in un percorso presso FuoriOrario, ognuna con differenti richieste in termini di frequenza a seconda delle proprie disponibilità e capacità, attraverso un calendario che prevede due turni giornalieri, dal lunedì al venerdì, con gruppi di otto o nove lavoratori. I gruppi in questione sono costituiti con l’intenzione di rispondere alle esigenze dei beneficiari, garantendo al contempo una sufficiente continuità sotto l’aspetto produttivo.

Infatti, a seguito di una campagna di ricerca nuovi clienti condotta dagli operatori, di una rivalutazione delle lavorazioni eseguibili fornite dalle ditte già “agganciate”, e del riallacciamento di contatti con aziende che avevano interrotto negli anni la collaborazione, FuoriOrario si appresta a chiudere uno dei migliori anni di sempre dal punto di vista del rendimento. L’entusiasmo e le abilità dei lavoratori inseriti permettono di mantenere la collaborazione con ben sei ditte del territorio, gestendo volumi di lavoro decisamente importanti per una realtà come quella del laboratorio.

L’impegno dell’equipe di lavoratori e operatori per gli anni a venire è quello di garantire la massima continuità nella qualità e nella serietà, con un’ottica di costante miglioramento e crescita. La realtà di FuoriOrario e dei laboratori protetti in generale ha un valore che non è misurabile semplicemente attraverso il rendimento economico, ma è una ricchezza per il territorio e per la qualità della vita delle persone che vi orbitano intorno.

Dicono di noi

L’apertura del Laboratorio ha arricchito le risposte a disposizione del Servizio Inserimento Lavorativo sia per quanto riguarda il target delle persone con invalidità sia per la platea delle persone svantaggiate.

Numericamente sono stati attivati 56 percorsi dei quali 49 a favore delle persone con invalidità e 7 per quelle in situazione di svantaggio socio-economico.

I beneficiari dei percorsi, oltre a corrispondere ai target già citati, si dividono ulteriormente in base al tipo di percorso cui accedono. Grossomodo approdano al Laboratorio:

  • coloro che per caratteristiche proprie non sono mai stati in grado o hanno perso con gli anni la capacità e le competenze per accedere a percorsi diversi e ad ambienti più produttivi
  • coloro i quali necessitano solo di recuperare ritmi e regole di un ambiente richiedente.

Da questo punto di vista, quindi, anche gli obiettivi che ci si pone relativamente ai progetti che vengono proposti, si dividono in due macrocategorie:

  • mantenere il più a lungo possibile le capacità e le autonomie acquisite e godere degli stimoli che il Laboratorio propone, anche sul versante della socializzazione
  • ri-acquisire ritmi e competenze sia lavorative che trasversali in un ambiente protetto, con la prospettiva di essere reimmessi nel mondo del lavoro.

In questi anni si è visto come l’esperienza condivisa tra persone con caratteristiche così diverse è stata un valore aggiunto del progetto, in quanto ha messo tutti nella condizione di imparare a relazionarsi con persone che esprimevano problematiche diverse, mettendo in campo ognuno con le proprie risorse gli strumenti più utili ad affrontare momenti di confronto.

Naturalmente questo spazio, per quanto appena espresso, necessita di un’equipe che gestisca in maniera adeguata e con strumenti professionali le dinamiche che emergono quotidianamente.

Alessandra Giacomuzzi, Gloria Murabito, Servizio Inserimento Lavorativo CISS Cusio


La collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale Territoriale e la Cooperativa Il Sogno ha una storia ormai consolidata. Negli anni molti pazienti hanno beneficiato di progetti riabilitativi grazie agli inserimenti con i PASS (Progetti di Attivazione Sociale Sostenibile) nei vari settori di intervento della Cooperativa stessa.

Nello specifico di FuoriOrario, la valenza del PASS assume i connotati di un vero e proprio laboratorio: esiste una convenzione ad hoc che prevede un pagamento delle prestazioni degli operatori, proprio con la finalità di osservare passo passo l’andamento lavorativo dei pazienti, con la valutazione delle loro abilità pratiche, ma anche relazionali e sociali.

Un occhio di riguardo in più, un supporto educativo costante.

La verifica con gli operatori di riferimento, infatti, avviene in maniera periodica e strutturata. Questo monitoraggio permette all’educatore di questo Servizio di calibrare l’intervento sul paziente insieme al referente del laboratorio, modulando l’esperienza in base all’obiettivo fissato nel Progetto individualizzato.

Questo supporto si configura in due tipi di osservazione:

  1. sulle abilità presenti e spendibili oltre il FuoriOrario, utilizzando il laboratorio come primo passo verso la formazione lavoro, l’orientamento al lavoro e il collocamento;
  2. sulle abilità residue, laddove siano inseriti pazienti stabili e cronici, che in alcuni casi presentano, oltre alla malattia mentale, anche un deficit di tipo cognitivo.

Ad oggi sono inseriti 4 pazienti del territorio cusiano e 2 del verbanese.

Diversi pazienti che sono transitati nella struttura hanno avuto modo di rinforzare le loro capacità lavorative per approdare in ambienti meno protetti e strutturati, ma forti del loro bagaglio esperienziale. Altri permarranno in maniera costante e continuativa perché non hanno abilità sufficienti per inserirsi nel mondo del lavoro non protetto, ma anche in questo caso si arriverà progressivamente al migliore dei risultati possibili.

Barbara Fincato, Dipartimento di Salute Mentale ASL VCO


Il laboratorio è stato per me un luogo inaspettato in cui mi sono imbattuta, come a volte succede, per vie tortuose e casuali. Ho trovato uno spazio accogliente, dove il valore del Lavoro è palpabile nell’impegno che le persone dedicano ogni giorno a ciò che fanno e dove davvero si trova lo spazio per valorizzare la Persona. A lavorare di solito si arriva con un sorriso, con la voglia di stare con gli altri, di arricchire la propria giornata, di essere utili, di fare la propria parte e perché no…anche di passare dei momenti di gradevole pausa in gruppo. Realtà come questa sono una risposta a tanti bisogni e credo che ciascuno di noi possa ritrovare nella loro apparente semplicità tanto senso: insomma, un posto dove si sta piuttosto bene…che direi non è proprio poco, parlando di contesti formativi e lavorativi!

I laboratori vanno conosciuti, frequentati. Devono essere luoghi aperti a contaminazioni, capaci di offrire sempre qualcosa di più per non rischiare di restare piegati su sé stessi nella logica dell’abitudine. Questo è il loro grande valore da preservare e alimentare, ma allo stesso tempo è la sfida principale da affrontare. I laboratori sono una bella realtà, per i quali la cooperativa è stata pioniera, che per non perdersi in un mondo orientato alla performanza hanno bisogno di riconoscimento, attenzione, strategia e impegno.

Nei miei 4 anni da operatore ho incontrato almeno una cinquantina di persone che in un contesto lavorativo non protetto purtroppo non avrebbero trovato spazi, e che invece salutavo con un: “Ciao, ci vediamo domani al lavoro!”. Altre persone hanno avuto un’occasione concreta e l’hanno sfruttata finché per loro non si sono aperte prospettive differenti. Un gruppo più ristretto ha avuto bisogno di partire dall’ABC delle regole da acquisire sul posto di lavoro (abbigliamento, puntualità, ordine della postazione, …) e oggi sono inserite con successo in altre realtà. Sono risultati di cui sono soddisfatta e di cui dovremmo essere tutti contenti e fieri: offrire possibilità alle persone è qualcosa di potente e di valore assoluto.

Arianna Conterio, Ex operatrice Laboratorio FuoriOrario