La fine delle illusioni e il ritorno delle armi

32 guerre registrate già alla fine del 2025 più quelle di quest’anno Nel 1989, con la caduta del Muro di Berlino e il successivo dissolvimento dell’Unione Sovietica, il mondo parve affacciarsi su un’inedita era di pace. Intellettuali e storici, tra cui Francis Fukuyama, si spinsero a teorizzare la “fine della Storia”, ipotizzando l’affermazione definitiva del […]
Si vis pacem … alimenta pace e giustizia

Purtroppo, oggi la guerra non è più presentata come ‘flagello inevitabile’, ma come opzione giustificata e addirittura giusta “Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’’umanità, a riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, […]
I “nuovi” montanari

Vivere bene in montagna oggi richiede anche cultura Recentemente, lo scrittore piemontese Enrico Camanni ha pubblicato un libro (Alpi ribelli, 2016) nel quale racconta le montagne come antiche comunità solidali che hanno sempre accolto e protetto diversità sociali, portando nuove idee “ribelli” e differenze religiose. Il pellegrino, il contrabbandiere, il partigiano sono i simboli (a […]
FORUM – GUERRA E PACE

Non letteratura, ma inestirpato[1] dilemma dei nostri tempi Hanno partecipato al Forum: Emanuele Belverde – Vicepresidente Associazione di promozione sociale 21Marzo APS Benoit Lovati – Sacerdote e Missionario Luisa Morgantini – presidente di AssopacePalestina, attivista e politica italiana, prima donna eletta alla segreteria della FLM di Milano (Federazione Lavoratori Metalmeccanici), è stata Vicepresidente del Parlamento […]
La contabilità delle armi: dire e non dire

Nessuna sicurezza costruita nell’opacità e nell’aggiramento delle regole democratiche può essere una sicurezza duratura Lo scorso luglio, c’è stato il dibattito sui prestiti europei Safe. Proponiamo in sintesi il commento di Francesco Vignarca. Il dibattito sui fondi europei SAFE e il riarmo “Da un lato c’è una superficialità e, probabilmente, anche una conoscenza limitata della […]
Disarmare la realtà: il teatro come spazio civile di pace e resistenza

Intervista all’attrice e regista Rita Pelusio (PEM Habitat Teatrali) Nel panorama teatrale contemporaneo c’è chi sceglie di spogliare la scena dai suoi orpelli ludici ed elitari per trasformarla in un autentico strumento comunitario: un cantiere d’umanità dove la poesia della narrazione si fa scelta politica, presidio di diritti negati e laboratorio permanente per una cultura […]
La voce della storia: il canto corale tra memoria, identità e cultura di pace

«Cantare è vivere un’esperienza emotiva condivisa capace di trasformare il presente» Il canto di tradizione orale non è un semplice reperto folkloristico né un esercizio di stile: è una fonte storica viva, capace di restituire la voce e il vissuto interiore di chi la storia spesso l’ha subita, ci è passato attraverso, l’ha affrontata. In […]
La foresta dei pensieri

Come il connettoma e le emozioni ridisegnano la scuola “Nessun sentiero riesce a penetrare questa foresta. Ovunque, le lunghe ed esili ramificazioni dei suoi alberi ne soffocano lo spazio con la loro crescita esuberante, e nessun raggio di sole trova un percorso abbastanza tortuoso da riuscire a intrufolarsi negli spazi angusti tra i rami ingarbugliati. […]
Il mistero dell’Altro scomparso

Tornare a ospitare “Xenìa” (in greco antico ξενία) è la legge di Zeus. Nell’antica Grecia è indicata comeuno dei più sacri doveri: l’ospitalità. Il codice morale dell’ospitalità prevede obblighi reciproci di accoglienza, cura, protezione e rispetto dell’Altro, sempre. Potrebbe essere il titolo di un libro giallo ad alta tensione con un omicidio, l’occultamento di cadavere e la […]
La militarizzazione dell’educazione e la “cultura della difesa”

L’importanza degli organi collegiali della scuola per garantire una pedagogia della pace Da quando l’insegnamento, derubricato ad apprendimento, è entrato all’interno di una riflessione apparentemente ammantata di ragioni pedagogiche, ma in realtà completamente asservita a logiche che tendono a standardizzare i prodotti finali, si è prodotta una scadente omologazione ideologica degli alunni e delle alunne. […]